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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/388

384 discorso

e livellarsi, tornerà con velocità in dietro, cercando l’equilibrio delle sue parti; e, come grave e fluida, non solo si moverà verso l’equilibrio, ma promossa dal proprio impeto, lo trapasserà, alzandosi nella parte dove prima era più bassa; nè qui ancora si fermerà, ma di nuovo ritornando in dietro, con molte e reiterate reciprocazioni di scorrimenti innanzi ed in dietro ci darà segno come ella non vuole da una concepita velocità di moto ridursi subito alla privazione di quello e allo stato di quiete, ma, successivamente mancando, ci si vuole lenta e languidamente ridurre: in quel modo appunto che veggiamo alcun peso pendente da una corda, dopo essere stato una volta rimosso dal suo perpendicolo, per sè medesimo ricondurvisi e quietarvisi, ma non prima che molte volte l’avrà di qua e di là con sue vicendevoli corse e ricorse trapassato.

Il secondo accidente da notarsi è, che le pur ora dichiarate reciprocazioni di movimenti vengon fatte e replicate con maggior o minor frequenza, cioè sotto più brevi o più lunghi tempi, secondo le diverse lunghezze de i vasi contenenti l’acque, cioè secondo le maggiori o minori distanze dall’una all’altra estremità del vaso; sì che ne gli spazii più brevi le reciprocazioni sono più frequenti, e più rare nei più lunghi: come appunto nel medesimo essempio dei corpi penduli si veggono le reciprocazioni di quelli che sono appesi a più lunga corda esser meno frequenti che quelle dei pendenti da fili più corti.

E qui casca per terzo notabile da sapersi, che non solamente la maggiore o minore lunghezza del vaso è cagione di far che l’acqua sotto diversi tempi faccia le sue reciprocazioni, ma la maggiore o minor profondità del vaso ed altezza d’acqua opera la medesima diversità; sì che dell’acque che saranno contenute in ricetti di eguali lunghezze, ma di diseguali profondità, quella che sarà più profonda farà le sue librazioni sotto tempi più brevi, e men frequenti saranno le reciprocazioni dell’acque men profonde. Quarto, vengono degni d’esser notati e diligentemente osservati due effetti che fa l’acqua in tali suoi libramenti. L’uno è l’alzarsi ed abbassarsi alternatamente verso questa e quella estremità; l’altro è il moversi e scorrere, per così dire orizontalmente, innanzi ed in-

1-3. Da delle sue parti a verso l’equilibrio manca nei cod. Z, Am., Ta., P1 — 7-8. subito alla quiete ed alla privazione di quello, ma, R, Z, Am., Ta., P1. Nel Dialogo dei Massimi Sistemi si legge conforme abbiamo dato nel testo. —