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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/378

374 avvertimento.

scopo a cui mira, si congiunge strettamente a quelle altre scritture in difesa del sistema Copernicano, che Galileo diffondeva in Roma tra’ più eminenti personaggi1; poichè è noto ch’egli prendeva la mobilità della Terra come cagione del flusso e reflusso, e questo come indizio ed argomento di quella.

Del Discorso, che, sebbene non fosse allora pubblicato, pure godette una certa diffusione2, non giunse fino a noi l’autografo, per quanto sappiamo: ce ne rimasero invece copie numerose, tra cui sono a nostra conoscenza le seguenti:

G = Biblioteca Nazionale di Firenze, Mss. Galileiani, Par. IV, T. IV, car. 57 r. — 67 r.; sec. XVII;

R = Biblioteca Riccardiana, cod. 2545, car. 231 r — 237 t; sec. XVII;

A = Biblioteca Angelica, Fondo Novelli, cod. 2229, pag. 1-34; sec. XVII;

Am. — Biblioteca Ambrosiana, cod. I. 166. Par. Inf., car. 237r. — 262t.; sec. XVII;

B = Biblioteca Barberiniana, cod. XLVIII. 39, car. 1r. — 19 t.; sec. XVII;

T = Biblioteca Trivulziana, cod. 595, car. 307r. — 356t.; sec. XVII;

Codice di proprietà del sig.r Gamurrini di Arezzo, car. 1r, — 19t.; sec. XVII;

Num. 11 (antico num. 23) nel cod. miscellaneo 3805 (Mss. Lami, vol. 43, Scienze naturali, T. XXXI) della Biblioteca Riccardiana; sec. XVIII;

Cod. 562 della Biblioteca Universitaria di Pavia, car. 6r. — 12r.; sec. XIX;

H = Biblioteca Reale di Hannover, cod. IV. 330, sec. XVII;

P1 = Biblioteca Nazionale di Parigi, Fond italien, cod. 945, car. 1r. — 27r.; sec. XVII;

P2 = Biblioteca predetta, Fond italien, cod. 956, car. 1 r — 17 r.; sec. XVII;

Ta. = Biblioteca Bodleiana di Oxford, Tanner Mss. 300, car. 89 r. - 104 t.; sec. XVII;

Biblioteca predetta, Digby Mss. 133; sec. XVII.

L’ultimo di questi manoscritti, per quante pratiche abbiamo fatto, non ci fu dato di poterlo avere in esame: abbiamo studiato invece i rimanenti, i quali non presentano tra di loro differenze così notevoli, che permettano di distinguerli in più famiglie. L’esemplare più accurato è però senza dubbio il cod. R, che, fatta eccezione per pochi passi, offre un testo correttissimo. Quanto agli altri, non essendo facile, appunto perchè molto non differiscono tra loro, dare una precisa

  1. Cfr. pag. 266 e 277 di questo volume.
  2. Ci limitiamo a citare corno prova della diffusione che ricevette il Discorso, oltre alle numerose copie manoscritte, la traduzione latina fatta da Niccolò Aggiunti, che si legge nel T. IV della Par. IV dei Mss. Galileiani (car. 68r. — 82r.); le opposizioni di Alessandro Padoani, che, con la data «Di Forlì, li 15 di Febbraro 1618», si trovano in questo medesimo T. IV (car. 82br. — lOOt.); e un Breve ristretto del pensiero del Sig.r Galileo Galilei, primo Filosofo del Serenissimo Gran Duca di Toscana, intorno al flusso et reflusso del mare. All’Illustrissimo et Eccellentissimo Sig.r Conte di Nauvilles (sic), Ambasciator in Roma per Sua Maestà Christianissima, che è, di mano del sec. XVII, a car. 241r. — 246t. del cod. Casanatense 675. Invece nessuna menzione del Discorso rimane nelle tre lettere del Card. Orsini a Galileo che giunsero fino a noi (Mss. Galileiani, Par. I, T. XIV, car. 116, 133 e 158; con le date 26 giugno 1616, 12 gennaio 1618, 19 luglio 1619), nè nell’Archivio della famiglia Orsini in Roma, che abbiamo diligentemente consultato.