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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/373


circa l'opinione copernicana 369

somma severità essaminato ciò che sanno e possono produrre i seguaci di tal dottrina, e che non gli sia ammesso nulla se quello in che eglino fan forza non supera di grande spazio le ragioni dell’altra parte; e quando loro non abbino più di 90 per 100 di ragione, siano ributtati: ma quando tutto quel che producono i filosofi e astronomi avversi sia dimostrato essere per lo più falso, e tutto di nissun momento, non si disprezzi l’altra parte, nè si reputi paradosso, da non dubitar che mai possa essere dimostrato apertamente. E ben si può far sì larga offerta: perchè è chiaro che quelli che terranno la parte falsa, non possono aver per loro nè ragione nè esperienza alcuna che vaglia; dove che con la parte vera è forza che tutte le cose si accordino e rincontrino.

7°. È vero che non è istesso il mostrare che con la mobilità della Terra e stabilità del Sole si salvano l’apparenze, e ’l dimostrare che tali ipotesi in natura sien realmente vere; ma è ben altrettanto e più vero che con l’altro sistema comunemente ricevuto non si può render ragion di tali apparenze. Quello è indubitabilmente falso, sì come è chiaro che questo, che si accommoda benissimo, può essere vero: nè altra maggior verità si può o si deve ricercare in una posizione, che il rispondere a tutte le particolari apparenze.

8°. Non si domanda che in caso di dubio si lasci l’esposizione de’ Padri, ma solo che si procuri di venire in certezza di quel che è dubbio, e che perciò non si disprezzi quello dove si veggono inclinare, ed aver inclinato, grandissimi filosofi e astronomi: fatta poi ogni necessaria diligenza, prendasi la determinazione.

9°. Noi crediamo che e Salomone e Moisè e tutti gli altri scrittori sacri sapessero perfettamente la constituzione del mondo, come anco sapevano che Iddio non ha mani nè piedi nè ira nè dimenticazione nè pentimento, nè metteremo mai dubbio sopra ciò; ma diciamo quel che dicono Santi Padri ed in particolare S. Agostino sopra queste materie, che lo Spirito Santo volse dettare così per le ragioni che si allegano etc.

10°. L’errore della apparente mobilità del lito e stabilità della nave è conosciuto da noi doppo l’essere molte volte stati sopra ’l lito a osservare il moto delle barche, e molte altre in barca a osservare il lito: e così se potessimo ora stare in Terra ed ora andar nel Sole

5. quando sotto quel — 9. offerta: per è — 23-24. dove si vengono inclinare