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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/372

368 considerazioni

molto più sia de Fide il tener che Abramo avesse figli, e che Tubbia avesse un cane, perchè la Scrittura lo dice, che non è il tener che la Terra si muova, ben che questo ancora si legga nella medesima Scrittura, e che il negar quello sia eresia, ma non il negar questo, parmi che dependa da tal ragione: perchè, essendo al mondo stati sempre uomini che hanno avuto 2, 4, 6 figli etc, ed anco nissuno, e parimente chi abbia de’ cani e chi no, onde sia egualmente credibile che alcuno abbia figli o cani e che altri non ne abbia, non apparisce ragione o rispetto alcuno per il quale lo Spirito Santo avesse ad affermare in tali proposizioni diversamente dal vero, essendo a tutti gli uomini egualmente credibile la parte negativa e l’affirmativa; ma non così accade della mobilità della Terra e stabilità del Sole, essendo proposizioni lontanissime dall’apprensione del vulgo, alla capacità del quale in queste cose, non concernenti alla sua salute, è piaciuto allo Spirito Santo di accomodar i pronunciati delle Sacre Lettere, ben che ex parte rei il fatto stia altramente.

[5.°] Quanto al porre il Sole nel cielo e la Terra fuori di esso come pare che affermin le Scritture, etc, questa veramente mi pare una semplice nostra apprensione ed un parlar solamente ratione nostri, perchè realmente tutto quello che è circondato dal cielo è nel cielo, sì come tutto quel che vien circondato dalle mura è nella città; anzi, se vantaggio alcuno si avesse a fare, quello è più nel cielo e nella città, che è nel mezo, e, come si dice, nel cuore della città e del cielo. La differenza ratione nostri è perchè noi ponghiamo la regione elementare, circondante la Terra, molto diversa dalla parte celeste: ma tal diversità sarà sempre, pongansi essi elementi in qualsivoglia luogo; e sempre sarà vero che ratione nostri la Terra ci sia sotto e il cielo sopra, perchè tutti gli abitatori della Terra hanno il cielo sopra il capo, che è il nostro sursum, e sotto i piedi il centro della Terra, che è il nostro deorsum. Così rispetto a noi il centro della Terra e la superficie del cielo sono i lontanissimi luoghi, cioè termini del nostro sursum e deorsum, che sono i punti diametralmente oppositi.

6°. Il non creder che ci sia demonstrazione della mobilità della Terra sin che non vien mostrata, è somma prudenza; nè si domanda da noi che alcuno creda tal cosa senza demonstrazione: anzi noi non ricerchiamo altro, se non che, per utile di Santa Chiesa, sia con

34. Terra sì che