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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/371


circa l'opinione copernicana 367


1°. Il Copernico pone gli eccentrici e gli epicicli; nè questi sono stati cagione di rifiutare il sistema Tolemaico (essendo loro indubitatamente in cielo), ma altre essorbitanze.

2°. Quanto a i filosofi, se saranno veri filosofi, cioè amatori del vero, non deveranno irritarsi, ma, conoscendo di aver mal creduto, dovranno ringraziar chi gli mostra la verità; e se la loro opinione rimarrà in piede, aranno causa di gloriarsi, e non di sdegnarsi. I teologi non si dovranno irritare: perchè, trovandosi tal opinione falsa, potranno liberamente proibirla; e scoprendosi vera, dovranno rallegrarsi che altri gli abbia aperta la strada di trovare veri sensi dalle Scritture, e raffrenati dall’incorrer in un grave scandalo, di dannare una proposizione vera.

Quanto al render false le Scritture, ciò non è nè sarà mai nell’intenzione delli astronomi cattolici, quali siamo noi; anzi nostra opinione è che le Scritture benissimo concordino con le verità naturali dimonstrate. Guardinsi pure alcuni teologi non astronomi dal render false le Scritture con volerle interpretar contro proposizioni che possono esser vere e dimonstrate in [natura].

3°. Potrebbe essere che noi avessimo delle difficultà in espor le Scritture etc.: ma ciò per nostra ignoranza, ma non già perchè realmente vi sia, possa essere, difficultà insuperabile in concordarle con le verità dimostrate.

[4°]. Il Concilio parla de rebus Fidei et morum etc.': il dir poi che tal proposizione è de Fide ratione dicentis, se bene non ratione obiecti, e che però sia delle comprese dal Concilio, si risponde che tutto quello che è nella Scrittura è de Fide ratione dicentis, onde per tal rispetto dovrebbe essere compreso dalla regola del Concilio, il che chiaramente non è stato fatto, perchè avrebbe detto in omni verbo Scripturarum sequenda est expositio Patrum etc., e non in rebus Fidei et morum; avendo detto dunque in rebus Fidei, si vede che la sua intenzione è stata d’intender in rebus Fidei ratione obiecti. Che poi

14. Prima era scritto astrologi cattolici; poi astrologi fu corretto, non è chiaro se dalla stessa mano, in astronomi. — 22. la verità dimostrate — 30. avendo dato dunque