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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/369


circa l'opinione copernicana 365

Santa Chiesa? quelli che proponevano una somma considerazione sopra le dimostrazioni, o pur quelli che le avessero disprezzate? Veggasi dunque, quale è la strada più sicura.

Inoltre, mentre noi concediamo che una proposizione naturale, che sia con dimostrazioni naturali e matematiche dimostrata esser vera, non può mai contrariare alle Scritture, ma che in tal caso la debolezza del nostro intelletto era quella che non aveva penetrato i veri sentimenti di esse Scritture, chi volesse poi per confutare e dimostrar falsa la medesima proposizione servirsi dell’autorità de i medesimi luoghi di Scritture, commetterebbe quell’errore che si chiama petitio principii; perchè, essendo, in vigor delle demostrazioni, già reso dubbio qual sia il vero senso delle Scritture, non possiamo più prenderlo per chiaro e sicuro per confutar la medesima proposizione, ma bisogna snervare le dimostrazioni e trovar la sua fallacia con altre ragioni, esperienze e più certe osservazioni; e quando in tal modo si sarà trovata la verità de facto ed in natura, allora, e non prima, potremo esser assicurati del vero senso delle Scritture, e sicuramente ce ne potremo servire. La via, dunque, sicura è il cominciar dalle dimostrazioni, confermando le vere e confutando le fallaci.

Se la Terra si muove de facto, noi non possiamo mutar la natura e far che ella non si muova; ma ben possiamo facilmente levar la repugnanza della Scrittura con la sola confessione di non aver penetrato il suo vero senso. Adunque la via della sicurezza di non errare è di cominciar dall’inquisizioni astronomiche e naturali, e non dalle scritturali.

Sento dirmi che tutti i Padri nell’esporre i luoghi della Scrittura attenenti a questo punto convengono nell’interpretargli secondo il senso semplicissimo e conforme al puro significato delle parole, e che però non conviene dargli altro sentimento nè alterare la comune esposizione, perchè sarebbe un accusare i Padri di inavvertenza o negligenza. Rispondo ammettendo sì ragionevole e conveniente riguardo, ma soggiungo che prontissima aviamo la scusa per i Padri: ed è che quelli non esposero mai le Scritture diversamente dal suono delle parole in questa materia, perchè l’opinione della mobilità della Terra era a i tempi loro totalmente sepolta, nè pure se ne discorreva, non che si scrivesse o sostenesse; però nissuna nota di negligenza cade sopra i Padri, se non fecero reflessione sopra quello che del tutto era occulto. E che loro non ci facessero reflessione, è ma-