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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/360

356 considerazioni

uomini vulgari: nulladimeno, forzato da i comandamenti del Cardinal Capuano e dal Vescovo Culmense, egli la publicò. Ora, qual pazzia sarebbe stata la sua, se egli, reputando tale opinione per falsa in natura, l’avesse publicata per creduta vera da sè, con certezza di averne a esser reputato stolto appresso tutto il mondo? e perchè non si sarebbe egli dichiarato d’usurparla solo come astronomo, ma di negarla come filosofo, sfuggendo con questo protesto, con laude del suo gran giudizio, la nota universale di stoltizia?

In oltre, il Copernico apporta assai minutamente i fondamenti e le ragioni per le quali gli antichi han creduto la Terra esser immobile, e poi, esaminando il valore di ciascheduna partitamente, le dimostra inefficaci; ora chi vidde mai autore alcuno sensato porsi a confutar le dimostrazioni confermanti una proposizione stimata da sè vera e reale? e qual giudizio sarebbe stato il suo, di reprobare e dannare una conclusione, mentre che effettivamente egli avesse voluto che il lettore credesse che ei la reputasse vera? Simili incongruenze non si possono attribuire a un tanto uomo.

Di più, notisi attentamente che trattandosi della mobilità o quiete della Terra o del Sole, siamo in un dilemma di proposizioni contradittorie, delle quali per necessità una è vera, nè si può in modo alcuno ricorrer a dire che forse non sta nè in questo nè in quel modo: ora se la stabilità della Terra e mobilità del Sole è de facto vera in natura, e assurda la contraria posizion, come si potrà ragionevolmente dire, che meglio si accordi all’apparenze manifeste visibili e sensate, nei movimenti e constituzioni delle stelle, la posizione falsa che la vera? chi è quello che non sappia, concordantissima essere l’armonia di tutti i veri in natura, ed asprissimamente dissonare le false posizioni da gli effetti veri? Concorderà, dunque, in ogni spezie di consonanza la mobilità della Terra e stabilità del Sole con la disposizione di tutti gli altri corpi mondani e con tutte le apparenze, che sono mille, che noi ed i nostri antecessori hanno minutissimamente osservate, e sarà tal posizione falsa; e la stabilità della Terra e mobilità del Sole, stimata vera, in modo alcuno non potrà con le altre verità concordarsi? Se si potesse dire, non esser vera nè questa nè quella posizione, potrebbe esser che l'una si accomodasse meglio che l'altra al render ragione dell’apparenze: ma che delle medesime

2. Calmense