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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/358

354 considerazioni

molti persuasi dalle ragioni Copernicane e di altri: adunque ed esse ragioni sono efficaci, e l’opinione non merita il nome di ridicola, ma di degna d’essere attentissimamente considerata e ponderata.

In oltre, quanto sia vano l’argumentar l’applausibilità di questa o di quella opinione dalla semplice moltitudine de i seguaci, si può da questo agevolmente raccòrre: poi che non è alcuno che sèguiti questa opinione, che prima non fusse della contraria; ma, all’incontro, non si troverà pure un solo, che avendo tenuta questa opinione, trapassi all’altra per qualunque discorso egli ne ascolti; onde probabilmente si può stimare, anco da chi non sentisse le ragioni nè di questa io ne di quella parte, che le dimostrazioni per la mobilità della Terra sieno molto più gagliarde di quelle dell’altra parte. Ma più dirò, che quando per scrutinio si avesse a vincere la probabilità delle due posizioni, io non solamente mi contenterei di chiamarmi vinto quando la parte avversa avesse tra cento un voto più di me; ma mi contenterei che ogni voto particolar dell’avversario valesse per dieci de’ miei, tutta volta che il partito fusse fatto da persone che perfettamente avessero ascoltate ed intimamente penetrate e sottilmente esaminate tutte le ragioni e fondamenti delle parti; e tali è ben ragionevole che sieno quelli che hanno a render i voti. Non è dunque ridicola e sprezzabile questa opinione, ma bene mal sicura è quella di chi volesse far gran capitale dell’universale opinione della moltitudine di quelli che accuratamente non hanno studiato questi autori. Che dunque si deve dire, o qual conto si deve far, de gii strepiti e vani cicalamenti di taluno che nè pure ha veduto i primi e più semplici principii di queste dottrine, nè per avventura è idoneo a poterle intendere in alcun tempo mai?

Quelli che persistono in voler affermare che il Copernico abbia solamente come astronomo presa ex hypothesi la mobilità della Terra e stabilità del Sole, in quanto ella meglio satisfaccia al salvare delle;o apparenze celesti ed al calculo de’ movimenti de i pianeti, ma non già che per vera ei la credesse realmente ed in natura, mostrano (e sia detto con pace loro) d’aver troppo creduto alla relazione di chi forse parla più per proprio arbitrio, che per pratica che egli abbia nel libro del Copernico o nell’intender la natura di questo negozio; circa il quale per tale cagione non del tutto aggiustatamente discorrono.

5. opinione della semplice