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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/356

352 considerazioni

punti con quelli che fussero molto essercitati in questi studii, o almeno avesser tempo di poterci far quella applicazione che richiederebbe la difficoltà della materia, altro non proporrei che la lettura dell’ istesso libro del Copernico, dalla quale e dalla forza delle sue dimostrazioni apertamente si scorgerebbe quanto sien veri o falsi i due concetti de i quali parliamo.

Che, dunque, ella non sia da esser disprezzata come ridicolosa, apertamente ce lo dimonstra la qualità de gli uomini, non meno antichi che moderni, i quali l’hanno tenuta e tengono; ne potrà alcuno stimarla ridicolosa, se egli non ha per ridicoli e stolti prima Pitagora con tutta la sua setta, Filolao maestro di Platone, e Platone istesso, come testifica Aristotele ne’ libri del Cielo, Eraclide Pontico ed Eifanto, Aristarco Samio, Niceta, Seleuco matematico: e l’istesso Seneca non pure non la deride, ma si burla di chi l’avesse per ridicola, scrivendo nel libro De cometis così: Ilio quoque pertinellt hoc excussisse ut sciamus utrum mundus terra stante circiimeat, an mundo stante terra vertatur: fuerunt enim qui dicerent, nos esse quos rerum natura nescientes ferat, nec coeli motu fieri ortus et occasus, sed ipsos oriri et Decidere. Digna res est consideratione, ut sciamus in quo rerum statu simus, pigerrimam sortiti an velocissimam sedem, circa nos Deus omnia an nos agat. Quanto a i moderni, Niccolò Copernico in prima l’ha suscitata ed ampiamente in tutto il suo libro confermata, e successivamente altri: tra’ quali aviamo Guglielmo Gilberto, medico e filosofo eminente, che diffusamente ne tratta e la conferma nell’ultimo libro De magnete; Giovanni Cheplero, filosofo e matematico illustre vivente, al servizio del passato e del presente Imperatore, segue l’istessa opinione; Davide Origano, nel principio delle sue Effemeridi, comproba la mobilità della Terra con lunghissimo discorso; nè ci mancano altri autori che ne hanno publicate le loro ragioni. Ma più, de’ seguaci di tale dottrina, ben che non ne abbino mandato scritture in publico, so ne potrei nominare moltissimi viventi in Eoma, Firenze, Venezia, Padova, Napoli, Pisa, Parma ed altri luoghi. Non è dunque tal dottrina ridicola, essendo stata di uomini grandissimi; e se bene il numero è poco in comparazione de i seguaci della commune posizione, ciò argumenta più presto la sua difficoltà ad esser capita, che la sua vanità.

In oltre, che ella sia fondata sopra potentissime ed efficacissime

4. Copernico, della quale