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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/308

304 lettera a mons. piero dini

l’emanazione della luce come instantanea. Confermasi dalle parole procedens de thalamo suo, che tale emanazione e movimento si deve referire ad esso lume solare, e non all’istesso corpo del Sole; poi che il corpo e globo del Sole è ricetto e tanquam thalamus di esso lume, nè torna ben a dire che thalamus procedat de thalamo. Da quello che segue, a summo caeli egressio eius, aviamo la prima derivazione e partita di questo spirito e lume dall’altissime parti del cielo, ciò è sin dalle stelle del firmamento o anco dalle sedi più sublimi. Et occursus eius usque ad summum eius: ecco la reflessione e, per così dire, la riemanazione dell’istesso lume sino alla medesima sommità del mondo. Segue: Nec est qui se abscondat a calore eius: eccoci additato il calore vivificante e fecondante, distinto dalla luce e molto più di quella penetrante per tutte le corporali sustanze, ben che densissime; poi che dalla penetrazione della luce molte cose ci difendono e ricuoprono, ma da questa altra virtù non est qui se abscondat a calore eius. Nè devo tacer cert’altra mia considerazione, non aliena da questo proposito. Io già ho scoperto il concorso continuo di alcune materie tenebrose sopra il corpo solare, dove elleno si mostrano al senso sotto aspetto di macchie oscurissime, ed ivi poi si vanno consumando e risolvendo; ed accennai come queste per avventura si potrebbono stimar parte di quel pabulo, forse gli escrementi di esso, del quale il Sole da alcuni antichi filosofi fu stimato bisognoso per suo sostentamento. Ho anco dimostrato, per l’osservazioni continuate di tali materie tenebrose, come il corpo solare per necessità si rivolge in sè stesso, e di più accennato quanto sia ragionevol il creder che da tal rivolgimento dependino i movimenti de’ pianeti intorno al medesimo Sole. Di più, noi sappiamo che l’intenzione di questo Salmo è di laudare la legge divina, paragonandola il Profeta col corpo celeste, del quale, tra le cose corporali, nissuna è più bella, più utile e più potente. Però, avendo egli cantati gli encomii del Sole e non gli essendo occulto che egli so fa raggirarsi intorno tutti i corpi mobili del mondo, passando alle maggiori prerogative della legge divina e volendola anteporre al Sole, aggiunge: Lex Domini immaculata, convertens animas etc.; quasi volendo dire che essa legge è tanto più eccellente del Sole istesso, quanto

6. caelo, M, Z, R, A — 14. penetrazione molte cose, G — 18-19. dove elleno si vanno consumando, G, V, M — 28. celeste del Sole, del quale, M — 29-30. Però, doppo aver egli, V, R; Però, dopo l’avergli, G2; Però, doppo avergli, Z, A — 32-33. Sole soggiugne: Lex, V, M, G2, R — 34. eccellente del Sole, quanto, G; eccellente di esso Sole, quanto, M —