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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/305


23 marzo 1615 301

prometter alcuna cosa dalla debolezza del mio ingegno, mi piglierei ardire di dire di ritrovar tra alcuni luoghi delle Sacre Lettere e di questa mondana constituzione molte convenienza che nella vulgata filosofia non così ben mi pare che consuonino: e l’avermi V.S. Reverendissima accennato, come il luogo del Salmo 18 è de i reputati più repugnanti a questa opinione, m’ha fatto farci sopra nuova reflessione, la quale mando a V.S. con tanto minor renitenza, quanto ella mi dice che l’Illustrissimo e Reverendissimo Cardinal Bellarmino volentieri vedrà se ho alcun altro di tali luoghi. Però, avendo io satisfatto al semplice cenno di S.S. Illustrissima e Reverendissima, veduta che abbia S.S. Illustrissima questa mia, qualunque ella si sia, contemplazione, ne faccia quel tanto che la sua somma prudenza ordinerà; che io intendo solamente di riverire e ammirare le cognizioni tanto sublimi, e obbedire a i cenni de’ miei superiori, ed all’arbitrio loro sottoporre ogni mia fatica.

Però, non mi arrogando che qualunque si sia la verità della supposizione ex parte naturae, altri non possino apportare molto più congruenti sensi alle parole del Profeta, anzi stimandomi io inferiore a tutti, e però a tutti i sapienti sottoponendomi, direi, parermi che nella natura si ritrovi una substanza spiritosissima, tenuissima e velocissima, la quale, diffondendosi per l’universo, penetra per tutto senza contrasto, riscalda, vivifica e rende feconde tutte le viventi creature; e di questo spirito par che ’l senso stesso ci dimostri il corpo del Sole esserne ricetto principalissimo, dal quale espandendosi un’immensa luce per l’universo, accompagnata da tale spirito calorifico e penetrante per tutti i corpi vegetabili, gli rende vividi e fecondi. Questo ragionevolmente stimar si può essere qualche cosa di più del lume, poi che ei penetra e si diffonde per tutte le sustanze corporee, ben che densissime, per molte delle quali non così penetra essa luce: tal che, sì come dal nostro fuoco veggiamo e sentiamo uscir luce e calore, e questo passar per tutti i corpi, ben che opaci e solidissimi, e quella trovar contrasto dalla solidità e opacità, così l’emanazione del Sole è lucida e calorifica, e la parte calorifica è la più penetrante. Che

1. cosa della debolezza, G, G2 — 6. questa mia opinione, M — 10-11. abbia V. S. Illustrissima questa, M; abbia questa, G2, Z. Nel cod. A è incerto se debba leggersi V. S. o S.S. — 12. che alla sua somma prudenza parerà; che, V — 18. stimandomi inferiore, G, M — 20. si trovi una, V, Z, A — 22. tutte le creature, V — 23-24. essere, G2, A — 33. la più potente e penetrante, M —