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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/301






Molto Illustre e Reverendissimo Sig. mio Colendissimo,


Risponderò succintamente alla cortesissima lettera di V.S. molto Illustre e Reverendissima, non mi permettendo il poter far altramente il mio cattivo stato di sanità.

Quanto al primo particolare che ella mi tocca, che al più che potesse esser deliberato circa il libro del Copernico, sarebbe il mettervi qualche postilla, che la sua dottrina fusse introdotta per salvar l’apparenze, nel modo ch’altri introdussero gli eccentrici e gli epicicli, senza poi credere che veramente e’ sieno in natura, gli dico (rimettendomi sempre a chi più di me intende, e solo per zelo che ciò che si è per fare sia fatto con ogni maggior cautela) che quanto a salvar l’apparenze il medesimo Copernico aveva già per avanti fatta la fatica, e satisfatto alla parte de gli astrologi secondo la consueta e ricevuta maniera di Tolomeo; ma che poi, vestendosi l’abito di filosofo, e considerando se tal costituzione delle parti dell’universo poteva realmente sussistere in rerum natura e veduto che no, e parendogli pure che il problema della vera costituzione fusse degno d’esser ricercato, si messe all’investigazione di tal costituzione, conoscendo che se una disposizione di parti finta e non vera poteva satisfar all’appa-

2-3. V. S. Illustrissima e Reverendissima, M — 3. permettendo di far, V; permettendo di poter fare, A — 10. sempre a quelli che più di me intendono, e solo, V — 12. aveva di già fatta, M — 15. costituzione poteva, G2, Z, A — 16. e veduto che in modo alcuno l’ordine delle parti del mondo non poteva sussistere in quella maniera, e parendoli, V, G2, Z, A — 17. costituzione dell’universo fosse, M; constituzione del mondo fusse, G2, Z, A — 19. se una costituzione di parti, M —