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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/299


16 febbraio 1615 295

carità. Però, per non mancare, per quanto posso, a me stesso ed a quello che dalla mia scrittura vedrà in breve V.S. Reverendissima che è vero e purissimo zelo, desiderando che almanco ella possa prima esser veduta, e poi prendasi quella risoluzione che piacerà a Dio (che io quanto a me son tanto bene edificato e disposto, che prima che contravvenire a’ miei superiori, quando non potessi far altro, e che quello che ora mi pare di credere e toccar con mano mi avesse ad essere di pregiudizio all’anima, eruerem oculum meum ne me scandalizaret); io credo che il più presentaneo rimedio sia il battere alli Padri Gesuiti, come quelli che sanno assai sopra le comuni lettere de’ frati: però gli potrà dar la copia della lettera, ed anco leggergli, se le piacerà, questa che scrivo a lei; e poi, per la sua solita cortesia, si degnerà di farmi avvisato di quanto avrà potuto ritrarre. Non so se fosse opportuno essere col Sig. Luca Valerio, e dargli copia di detta lettera, come uomo che è di casa del Cardinale Aldobrandino e potrebbe fare con S.S. qualche offizio. Di questo e di ogni altra cosa mi rimetto alla sua bontà e prudenza, e gli raccomando la riputazion mia, e di nuovo gli bacio le mani.

1-2. stesso e da quello, R, Mgb. — 1-3. ed a quello che V,S. Reverendissima vedrà in breve dalla mia scrittura che è vero, M1; e da quella e dall’altra mia scrittura vedrà in breve V.S. Reverendissima che è vero, M2 — 3-4. 'possa esser, R, M, Mgb., H — 5. io per me, R, M, Mgb., H — 6-7. altro che quel che mi par ora di vedere e toccar, M1; altro, e che io temessi che quello che ora mi par di vedere e toccar, M2 — 12. poi, con la sua, M2 — 14. opportuno esserne con, M1 — 15. casa il Cardinale (il Sig. Cardinale, M2), R, M, Mgb., H — 16. con Sua Santità qualche, R, M —