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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/273


avvertimento. 269

zione della lettera, che è dovuta a Gaetano Poggiali1. Il Poggiali pubblicò tale scrittura da un manoscritto di sua proprietà, prima appartenuto al Nelli, che non possiamo identificare con nessuno dei codici a noi noti: bensì anch’esso appartiene alla seconda famiglia, e, per quanto dall’edizione apparisce, si deve connumerare co’ testi peggiori; talune sue lezioni, evidentemente cattive, non hanno il suffragio d’altra autorità.

Era naturale che noi prendessimo per fondamento della nostra edizione il cod. G, correggendolo, dove ce n’era bisogno, con l’aiuto di altri codici della prima famiglia e specialmente di V2. Nei casi nei quali ci siamo discostati dal codice preferito, abbiamo notato appiè di pagina le sue lezioni3, e nell’apparato critico abbiamo altresì raccolto le più notevoli varianti degli altri manoscritti, soprattutto se talora poteva sorgere dubbio che la lezione di questi, o di alcuni di questi, fosse migliore di quella da noi accettata nel testo4. Neanche del cod. Pr., sebbene singolarmente importante, non abbiamo registrato tutte le differenze, perchè quel codice sarà a suo tempo riprodotto per intero nel volume dei Documenti: quelle varianti però alle quali abbiamo qui dato luogo, sono sufficienti per mostrare i rapporti del testo denunziato dal P. Lorini con gli altri. Non credemmo poi che fosse pregio dell’opera annotare tutti gli errori dei codici della seconda famiglia, sebbene moltissimi di siffatti errori si siano perpetuati in

  1. Serie de' testi di lingua stampati ecc., posseduta da Gaetano Poggiali. T. I. Livorno, 1813, pag. 150-158.
  2. Richiamiamo l'attenzione del lettore sopra il passo a pag. 284, lin. 16 - pag. 285, lin. 4, dove il cod. G si discosta molto notabilmente da tutti gli altri, la lezione dei quali noi abbiamo accettato nel testo. Il medesimo passo è stato riprodotto da Galileo, con più ampi svolgimenti, nella lettera alla Granduchessa Madre, pag. 317, lin. 16 e seg., e qui la lezione di questo luogo si accosta, nel complesso, più a quella del cod. G che a quella degli altri manoscritti della lettera al Castelli: sebbene poi in un certo punto (pag. 317, lin. 19; cfr. pag. 284, lin. 18; nel testo e nelle varianti) non si accordino tra di loro neppure i vari codici della lettera a Madama Cristina. Noi pensiamo che le diversità siano da attribuire, qualcuna alla trascuratezza del copista di G (p. e. a pag. 284, lin. 24-25), ma in maggior numero a Galileo stesso, il quale abbia ritoccato più volte siffatto passo (che sotto l'aspetto dottrinale è di capitale importanza), sia in esemplari diversi della lettera al Castelli, sia quando lo ricopiava per incorporarlo nella nuova scrittura: e ci sembra che la maggior parte dei codici della lettera al Castelli abbia conservato la lezione che uscì prima dalla penna dell'Autore, e il testo del cod. G rappresenti invece alcune modificazioni posteriori; come è certamente posteriore la lezione offerta dalla lettera alla Granduchessa, e che abbiamo detto essero affine più che altro a quella di G. Si avverta pure che nel punto a cui or ora accennavamo, pag. 317, lin. 19, la lezione del cod. Volpicelliano della lettera a Madama Cristina, ossia il testo più antico di questa lettera, tiene come una via di mezzo tra il testo definitivo della lettera stessa e le varie lezioni dei codici della lettera al Castelli. Il criterio col quale Galileo avrebbe ripetutamento modificato tutto questo luogo, sarebbe stato quello di dare al proprio pensiero un'espressione sempre più circospetta.
  3. Non abbiamo notato però, che non metteva conto, alcune grafie erronee di G.
  4. Avvertiamo (e s'intenda detto anche per le altre scritture che qui si pubblicano) che, se la variante appiè di pagina indica che un dato codice, o un gruppo di codici, legge in quel dato modo, ciò non vuol dire però che tutti gli altri codici leggano conforme al testo da noi preferito: bensì quella variante è soltanto dei codici indicati, ma gli altri possono offrire altre differenze, che non meritava di notare. Quando poi più codici concordano in una variante, salvo leggiere diversità grafiche, non si è tenuto conto, per il solito, di tali diversità, e si è riprodotta la variante com'è nel codice che è indicato per primo, tranne il caso che in questo si leggesse un materiale errore.