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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/259








Ma che1, posto che una macchia traversasse il diametro del Sole in tempo sesquisettimo al tempo del passaggio di un’altra che si movesse per il parallelo distante 30 gradi, necessariamente segua che la sfera che conducesse dette macchie avesse il semidiametro più che doppio al semidiametro del Sole, si dimostrerà così.

Sia il globo del Sole, il cui diametro PAR, e ad esso sia perpendicolare il semidiametro AB; e sia l’arco BL gradi 30, e tirisi la DL parallela alla AB, ed amendue si prolunghino verso C, E, e per il punto B sia prodotta la BG, che tocchi il cerchio in B; sarà, in consequenza, parallela alla DA. E notisi, primieramente, che quando le macchie fossero contigue alla superficie del Sole e che e’ si rivolgesse in sè stesso intorno ad un asse eretto al piano dell’eclittica, tutte ci apparirebbono descriver linee rette tra di sè parallele, e trapassar pur tutte il disco solare in tempi eguali, tanto quelle che passassero per il centro, quanto quelle che passassero da esso lontane secondo qualsivoglia distanza; il che è per sè stesso manifesto, essendo la Terra ancora nel piano dell’eclittica. È manifesto, di più, che quando le macchie fossero portate in una sfera che circondasse il globo solare e fosse di lui notabilmente maggiore, i passaggi di quelle che ci apparissero passare per lo centro del disco si farebbono in più tempo che i passaggi di quelle che traversassero linee minori e remote dal centro, e le differenze di tali tempi si farieno sempre maggiori e maggiori, secondo che le sfere si ingrandissero loro; ma non però si potrebbe già mai

2. del passaggiu di
  1. Cfr. pag. 210, lin. 1 e seg.