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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/200

200 istoria e dimostrazioni

parirebbono tante piccole lune, altre falcate, altre in forma di mezzo cerchio, altre di più che mezzo, e forse altre interamente piene: ora[fac. 17, ver. 16; fac. 28, ver. 11. [pag. 48, lin 11]] con maggior verità scrive, rarissime essere sferiche, e spessissime di figure [Figure irregolari e instabili delle macchie, ed altre loro mutazioni conosciute.] irregolari. Ha parimente osservato, come rarissime o nessuna mantengano la medesima figura per tutto ’l tempo che restano cospicue, [fac. 17, ver. 18; fac. 28, ver. 16. [pag. 48, lin. 13]] ma stravagantemente si vanno mutando, ed ora crescendo, ora scemando; [fac. 17, ver. 25; fac. 28, ver. 23. [pag. 48, lin. 29]] e, quello che è più, ha veduto come improvisamente altre nascono, altre si dissolvono, anco nel mezo del Sole, e come alcune si dividono in due più ed, all’incontro, molte si uniscono [fac. 18, ver. 22; fac. 28, ver. 29, [pag. 48, lin. 24] in una: i quali particolari furon da me toccati nella prima lettera. Stimò già, che le fossero stelle erranti, e situate in diverse lontananze dal Sole, sì che alcune fussero meno ed altre più remote, in guisa che moltissime andassero vagando tra ’l Sole e Mercurio e ancora tra Mercurio e Venere, in debite distanze, facendosi visibili solamente quando s’incontrano col Sole; ma ora non sento raffermar una tanta lontananza, e parmi che e’ si contenti di mostrar che le non sono dentro al corpo solare ne contigue alla sua superficie, ma fuori, in lontananza solamente di qualche considerazione, come si può ritrarre dalle ragioni che egli usa in dimostrar la sua opinione. Io facilmente converrei con Apelle in creder che le non sieno nel Sole, cioè immerse dentro alla sua sustanza; ma non affermerei già questo in vigor delle ragioni addotte da esso, nella prima delle quali e’ piglia un supposto che senz’altro gli sarà negato da chi volesse [fac. 19, ver. 15; fac. 29, ver. 21. [pag. 49, lin. 17]] difender il contrario: perchè non è alcuno così semplice, che volendo sostener le macchie esser immerse dentro alla solar sostanza, e apresso ammetter la loro continua mutabilità di figura di mole di separazione ed accozzamento, conceda insieme il Sole esser duro ed immutabile; [Sendenza del corpo solare come sia controversa.] ma resolutamente negherà tale assunto e la prova che di esso apporta Apelle, fondata su l’opinione, per suo detto, comune

di tutti i filosofi e matematici: nè piccola ragione averà di negarla, sì perchè [Autorità val poco a paragon della ragione.]l’autorità dell’opinione di mille nelle scienze non val per

5-6. conspicue, B, s — 9. in due e più, B, s — 12. più lontane, A, B; in B lontane è corretto, di mano di Galileo, in remote. - 18. fuori ed in lontananza di qualche considerazione, A, B; in B è stato corretto, di pugno di Galileo, conforme alla lezione della stampa. — 20. siano, A; sijno corretto da Galileo in sieno, B — 21-22. già ciò, A, B; in B Galileo corresse ciò in questo, — 23-25. volesse sostenere, le macchie esser nel corpo solare, A, B; in B Galileo corresse conforme alla lezione della stampa. — 28. assunto insieme con la prova, A, B; in B fa corretto, di mano di Galileo, conforme alla lezione della stampa. —