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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/199


intorno alle macchie solari ecc. 199

temente si sono per vedere per l’innanzi, e già le ho fatte vedere a molti.

Resti per tanto indubitabilmente dimostrata l’oscurità di Venere [Oscurità di Venere e revoluzion d’essa circa ’l Sole come si dimostri.] dalla sola esperienza che io scrissi nella prima lettera, e che ora pone qui Apelle nel terzo luogo, cioè dal vedersi variar in lei le figure al modo della Luna; e siaci, oltre a ciò, per solo fermo e così forte argomento da stabilir la revoluzione di Venere circa ’l Sole, che non lasci luogo alcuno di dubitare: e però si deve reputare degno d’esser da Apelle delineato, come figura principalissima, nella più cospicua e nobil parte della sua tavola, e non in un angolo in guisa di pilastro, per appoggio e sostegno di qualche figura che senz’esso sembrasse a’ riguardanti di minacciar rovina.

Ma passo ad alcune considerazioni intorno a quello che Apelle in parte replica ed in parte aggiugne al già scritto in proposito delle macchie solari. Dove in generale mi par che nelle loro determinazioni e’ vadia più presto manco resoluto che avanti non aveva fatto, se ben insieme insieme si mostra desideroso di presentarle più tosto modificate che diversificate1, anzi che nel fine afferma, tutte le cose dette nelle prime lettere restar costanti; con tutto ciò vengo in qualche speranza d’averlo a vedere nella terza scrittura d’opinioni intrinsecamente assai conformi alle mie, non dico già in virtù di queste lettere, le quali per la difficoltà della lingua non possono da lui esser vedute, ma perchè col pensare verranno ancora a lui in mente quelle osservazioni quelle ragioni e quelle soluzioni medesime, che hanno persuaso me a scrivere ciò che ho scritto nella prima e nella seconda lettera e che aggiungo nella presente. E già si vede quanti particolari e’ mette in questa seconda scrittura, non osservati ancora nella prima. Stimò avanti, le macchie solari essere tutte di figura sferica, dicendo che se le si potessero veder separate dal Sole, ci ap-

8-9. dubitare, e degno di esser, A, B; in B è corretto, di mano di Galileo, conforme a quello che legge la stampa. — 10. conspicua, B, s — della tavola, A, B; in B è aggiunto sua, di pugno di Galileo. — 17-18. più presto modificate, A, B; in B di mano di Galileo è corretto presto in tosto. — 18. in fine, A, B; in B Galileo sostituì nel a in. — 19. constanti, B, s —
  1. Sul margine del cod. A si legge, di fronte alle lin. 17-18, il seguente appunto, che è stato scritto di mano di Galileo, e poi cancellato, probabilmente da lui stesso: «comincia a voler confermare, le macchie esser separate dal Sole, fac. 18, notando [pag. 49, lin. 4]; seguita l’istesso fac. 19, Varias etiam [pag.49, lin. 21]».