Apri il menu principale

Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/125


intorno alle macchie solari ecc. 125

e distinti ben spesso sino all’ultimo lembo del disco solare, ancor che si osservino macchie poco tra loro distanti e poste nell’istesso parallelo, come accade delle 2 Y del giorno 26 di Giugno, le quali cominciano ad apparire, e ben che molto vicine all’estrema circonferenza del disco, tuttavolta l’una non occupa l’altra, ma scorgesi tra esse la separazione lucida: il che non avverrebbe quando esse fossero assai elevate e grosse, e massime essendo molto vicine tra di loro, come dimostran gli altri disegni seguenti de’ giorni 27 e 28. La macchia M parimente, composta di una congerie numerosa di macchie picciole, mostra le distinzioni tra esse sino all’ultima occultazione, ben che tutto l’aggregato vadia molto scorciando mediante lo sfuggimento della superficie globosa, come si vede ne i disegni de i medesimi giorni 26, 27 e 28.

Ma qui potrebbe per avventura cadere in opinione ad alcuno, che tali macchie potessero essere semplici superficie o almeno di una sottigliezza grandissima, poi che nel ritrovarsi vicine alla circonferenza del disco non più scorciano gli spazii lucidi che tra quelle s’interpongono, che si diminuischino le lunghezze loro proprie; il che pare che accader non potesse quando la loro altezza fosse di qualche notabile momento. A questo rispondo, non esser tal consequenza necessaria; e questo perchè, quando bene la loro altezza sia notabile in comparazione della loro lunghezza o de gli spazii traposti tra macchia e macchia, tuttavia potrà apparir la distinzion lucida sino a gran vicinanza alla circonferenza, e ciò per lo splendore del Sole, che illustra per taglio le stesse macchie. Imperò che, se V. S. intenderà la superficie del Sole secondo l’arco AFB, e sopra di quella le due macchie C,DE, ed il raggio della vista secondo la linea retta OC, che venga così obliqua o inclinata che non possa scoprir punto la superficie del Sole segnata F, che resta interposta tra le due macchie; tuttavia le potrà scorger distinte, e non continuate come una sola, in virtù del canto D della macchia DE, il quale viene sommamente illustrato dal prossimo splendore della superficie F: oltre che l’occhio così obliquo scuopre alcuna parte della superficie del

5.disco, tutta via l’una non occupa ed asconde l’altra, A —