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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/122

122 istoria e dimostrazioni

e sarà il raggio visuale che va dall’occhio alla macchia A, la quale, apparendoci nel punto F del diametro del Sole CE, verrà ad esser in H; piglisi dipoi l’intervallo tra le due macchie A, B, e si trasporti nel diametro CE da F in I, e similmente si ecciti la perpendicolare IL, che sarà il raggio visivo della macchia B, e la linea FI la distanza apparente tra le macchie A,B: ma l’intervallo vero sarà determinato dalla linea HL, suttendente all’arco HL; ma come quella che vien compresa tra i raggi FH, IL, e vien veduta obliquamente mediante la sua inclinazione, non apparisce d’altra grandezza che la FI. Ma quando, per la conversion del Sole, i punti H, L calando verso E comprenderanno in mezzo il punto D, che all’occhio Z appar l’istesso che il centro G, allora le due macchie A, B, vedute non più in scorcio, ma in faccia, appariranno lontane quanto è la so sottesa HL, se però il sito di esse macchie è nella superficie del Sole. Ora guardisi la figura del quinto giorno, nella quale le medesime due macchie A, B sono quasi egualmente lontane dal centro, e troverassi la loro distanza precisamente eguale alla suttesa HL; il che in modo alcuno accader non potrebbe se il rivolgimento loro si facesse in un cerchio quanto si voglia remoto dalla superficie del Sole. Il che si proverà così.

3. pigliasi, s —