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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/116

116 istoria e dimostrazioni



SECONDA LETTERA

DEL SIG. GALILEO GALILEI AL SIG. MARCO VELSERI

DELLE MACCHIE SOLARI.




Illustrissimo Sig. e Padron Colendissimo,


Inviai più giorni sono una mia lettera assai lunga a V. S. Illustrissima, scritta in proposito delle cose contenute nelle tre lettere del finto Apelle, dove promossi quelle difficoltà che mi ritraevano dal prestar assenso alle opinioni di quello autore, e più le accennai in parte dove inclinava allora il mio pensiero; dalla quale inclinazione io non pure da quel tempo in qua non mi sono rimosso, ma totalmente [Confermazione delle cose accennate nella prima.] mi vi sono confermato, mostrandomi le continuate osservazioni di giorno in giorno, con ogni rincontro possibile ad aversi e col mancamento di qualsivoglia contradizzione, essersi la mia opinione incontrata col vero: di che mi è parso darne conto a V. S., con l’occasione del mandargli alcune figure di esse macchie con giustezza disegnate, ed anco il modo del disegnarle, insieme con una copia di un mio trattatello intorno alle cose che stanno sopra l’acqua o che in essa descendono, che pur ora si è finito di stampare.

Replico dunque a V. S. Illustrissima e più resolutamente confermo, che le macchie oscure, le quali col mezo del telescopio si scorgono [Natura e accidenti delle macchie.] nel disco solare, non sono altramente lontane dalla superficie di esso, ma gli sono contigue, o separate di così poco intervallo, che resta del tutto impercettibile: di più, non sono stelle o altri corpi consistenti e di diuturna durazione, ma continuamente altre se ne producono ed altre se ne dissolvono, sendovene di quelle di breve durazione, come di uno, due o tre giorni, ed altre di più lunga, come

1-3. Lettera seconda delle Macchie Solari, A; in B manca ogni titolo. — 26. due, tre giorni, B, s —