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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/111


intorno alle macchie solari ecc. 111

quando anche il movimento loro fosse mille volte più tardo di qualsivoglia altro di altra stella che vadia vagando per lo cielo.

A quello che da Apelle vien posto per ultima conclusione, cioè che tali macchie siano più presto stelle erranti che fisse, e che tra il Sole e Mercurio e Venere ce ne siano assaissime, delle quali quelle sole ci si manifestino che s’interpongono tra il Sole e noi; dico, quanto alla prima parte, che non credo che le siano nè erranti nè fisse nè [Macchie non sono stelle.] nè meno che si muovine intorno al Sole in cerchi separati e lontani da quello; e se ad un amico e padrone dovessi dir in confidenza l’opinion mia, direi che le macchie solari si producessero e dissolvessero [Che crede d’esse.] intorno alla superficie del Sole, e che a quella fossero contigue, e che il medesimo Sole, rivolgendosi in sè stesso in un mese lunare in circa, le portasse seco, e forse riconducendone tal volta alcuna di loro di più lunga durazione che non è il tempo d’una sua conversione, ma tanto mutate di figura e di accompagnature, che non possiamo agevolmente riconoscerle: e per quanto sin ora s’estende la mia coniettura, ho grande speranza che V. S. abbia a vedere questo negozio terminato in questo che gli ho accennato. Che poi possa essere qualche altro pianeta tra il Sole e Mercurio, il quale si vadia movendo intorno al Sole, ed a noi resti invisibile per le sue piccole digressioni e solo potesse farcisi sensibile quando passasse linearmente sotto il disco solare, ciò non ha appresso di me improbabilità alcuna, e parmi egualmente credibile che non vene siano e che vene siano: ma non crederei già gran moltitudine, perchè se fossero in gran numero, [Poche stelle possono esser tra ’l Solo e Mercurio, e Mercurio e Venere.] ragionevolmente spesso se ne doverebbe vedere alcuno sotto il Sole, il che a me sin ora non è accaduto, nè vi ho veduto altro che di queste macchie; e non ha del probabile che tra quelle possa esser passata alcuna sì fatta stella, ben che questa ancora fosse per mostrarsi, quant’all’aspetto, in forma d’una macchia nera. Non ha, dico, del probabile, perchè il movimento suo deverebbe apparire uniforme, e velocissimo rispetto a quel delle macchie: velocissimo, perchè, movendosi in cerchio minore di quello di Mercurio, è verisimile, secondo l’analogia de i movimenti di tutti gli altri pianeti, che’l suo periodo

1. Nel cod. A Galileo aggiunse, interlinearmente, ben prima di mille. — 8-18. Da ne meno a accennato nel cod. A è sostituito in margine al seguente tratto cancellato: e che invano si aspetti il ritorno loro, perchè, come di sopra ho detto, continuamente se ne vanno producendo e dissolvendo. — 10-11. risolvessero, A, B, s; nell’Erratacorrige della stampa è corretto in dissolvessero. —