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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/104

104 istoria e dimostrazioni

eccentrici secundum quid, né in altro orbe, se altro ve ne fosse. Or qui non posso intendere, in qual modo le possino essere nel cielo del Sole ed intorno al corpo solare raggirarsi, senza esser in alcun de gli orbi de’ quali la sfera del Sole vien composta.

Li tre argomenti che Apelle pone appresso per necessariamente convincenti, le macchie muoversi circolarmente intorno al Sole, par che abbino ben assai del probabile; non però mancano di qualche ragione di dubitare. Quanto al primo, lo scemar la larghezza delle macchie vicino al lembo del Sole darebbe segno che le fussero stelle, che girandosi in cerchi poco più ampli del corpo solare, cominciassero a mostrar la parte illustrata alla guisa della Luna o di Venere, onde la parte tenebrosa venisse a diminuirsi. Se non che ad alcuni che diligentemente hanno osservato, pare che la diminuzione delle tenebre si faccia al contrario di quello che bisognerebbe, cioè non nella parte che risguarda verso il centro del Sole, ma nell’aversa; [Le macchie vicino al lembo del Sole si assottigliano] ed a me non appare altro, se non che le si assottigliano1. Quanto al al secondo, il dividersi quella, che vicino alla circonferenza pareva una macchia sola, in molte, ha questa difficoltà, che anco nelle parti di mezzo si scorgono grandissime mutazioni d’accrescimento, di diminuzione, di accoppiamento e di separazione tra esse macchie; ed io porrò appresso alcune mutazioni osservate da me. La differenza poi che si scorge tra la velocità del moto loro circa le parti medie e la tardità nell’estreme, presa per il terzo argomento, essendo, come pare, molto notabile, parrebbe che arguisse più presto, quelle dover esser nell’istesso corpo solare e muoversi al movimento di quello in sè stesso, che il raggirarsegli intorno in altri cerchi; perchè simil differenza di velocità resterebbe quasi impercettibile al semplice senso, ogni volta che tali cerchi per qualche notabile spazio ben che non molto grande, si allargassero dalla superficie del Sole, come nella medesima figura posta da Apelle si comprende. E qui par2 che nasca in lui un poco di contradizzione a sè stesso: perchè in questo luogo

15. avversa, B, s — 16. assottiglino, B, s — 20. accopiamento, s — 30-31. nasca nell’autore, A, B —
  1. Le parole «ed a me... assottigliano» sono aggiunte nel cod. A in margine, e nel cod. B tra le linee e d’altra mano da quella che ha esemplato il resto della Lettera.
  2. II tratto da «E qui par» a «ritornate a comparire in due mesi» (pag. 105, lin. 11), si legge, così nel cod. A come nel cod. B, su di un cartellino incollato sul margine dei respettivi fogli: nel cod. A è di mano di Galileo, nel cod. B di mano