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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/100

100 istoria e dimostrazioni

tenebrosa come la Luna, e che come quella va mutando figure. Ma io1 oltre a ciò, posso muover gran dubbio nell’inquisizione d’Apelle, mentre egli, nella congiunzione presa da lui, cerca di veder Venere nel disco del Sole, supponendo che veder vi si dovrebbe in guisa d’una macchia assai maggiore d’alcuna delle vedute, essendo il suo visibil diametro minuti tre, ed in consequenza la sua superficie più di una delle centotrenta parti di quella del Sole: ma ciò, con sua [Venere picciolissima rispetto al Sole.] pace, non è vero, ed il visibil diametro di Venere non era alloranè anco la sesta parte di un minuto, e la sua superficie era minore di una delle quarantamila parti della superficie del Sole, sì come io so per sensata esperienza ed a suo tempo farò manifesto ad ogn’uno. Vegga dunque V. S. gran campo che si lascerebbe a coloro che volessero pur con Tolomeo ritener Venere sotto il Sole, i quali potrebbon dire che in vano si cercasse di veder un sì picciol neo nell’immensa e lucidissima faccia di quello. E finalmente aggiungo, che tale esperienza non convincerà necessariamente quelli che negassero la revoluzione di Venere intorno al Sole, perchè potrebbon sempre ritirarsi a dire che ella fosse superior al Sole, fortificandosi appresso con l’autorità di Aristotele che tale la stimò. Non basta, dunque, che Apelle mostri che Venere nelle corporali congiunzioni mattutine non passa sotto ’l Sole, se egli non mostrasse ancora come nelle congiunzioni vespertine ella gli passasse sotto: ma tali congiunzioni vespertine, che siano però corporali, si fanno rarissime volte, ed a noi non succederà il poterne vedere: adunque l’argomento d’Apelle è manchevole per concluder il suo intento.

Vengo ora alla terza lettera, nella quale Apelle più risolutamente determina del luogo, del movimento e della sustanza di queste macchie, concludendo che siano stelle, le quali, poco lontane dal corpo solare, intorno se gli vadino volgendo alla guisa di Mercurio e di Venere.

Per determinar del luogo comincia a dimostrar, quelle non esser

7. di quelle del, B, s — 10. quaranta mila, B, s — 13. Tolommeo, A, B — 18. che lei fosse, A, B, s; nell’Erratacorrige della stampa lei è corretto in ella. — 21. sotto il disco solare, se, A — 24. arg.°, A; argumento, B — 26. resolutamente, A —
  1. Da «Ma io» a «il suo intento» (lin. 25) nel cod. A è sostituito, in margine, al seguente tratto, che è cancellato: «Non resti, dunque, Apelle tanto ascosto dietro alla tavola, ch’ei non vegga quelli die vanno innanzi ed in dietro».