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di accademico incognito. 161


do così facilmente a credere che la falda di cera, quando le si ponga sopra nel mezzo un solo grano di piombo, vada perciò subito al fondo, concedendo l’Autore che quella di ebano non anderebbe[27]: se già noi non ponessimo tanti gradi di peso, che ogni giunta gli desse il tratto; al qual estremo bisognerebbe finalmente pervenire, dandosi l’ultimo sommo per necessità nelle cose.

     f. 26 [pag. 89, lin. 10]: ch’ella, posta nel fondo) Questo argomento, dal fondo alla superficie dell’acqua, venendo spesso a galla mostra la sua leggerezza. Ma veggiamo se si può affondar di maniera, che più non possa risorgere. 1. Primieramente, la comparazione si deve fare, non dal corpo grave di figura larga nel descendere, ad un corpo leggiero della stessa figura nell’ascendere, ma dal medesimo corpo grave di figura larga, che descenda, ad un altro corpo grave egualmente, in figura tonda, che parimente descenda[28]; o, per contrario, paragonare insieme un corpo leggiero di figura larga, che ascenda, allo stesso corpo in figura tonda, che parimente ascenda, supponendo sempre lo stesso mezzo[29]: perciocché a moti sì contrarli, dell’ascendere e del discendere, con- corrono tante varie circonstanze, che non è maraviglia se rendino fallace la proporzione usata dall’Autore; dove a prò della resistenza della figura si può sempre affermare che, a paragone del corpo tondo, il corpo quadro, o discenda ascenda, sempre più tardamente si muoverà. 2. Secondariamente, si dice che l’acqua più aiuta alla ascenzione delle cose leggieri che alla discenzione delle gravi[30] per sentenza dello stesso Autore in più luoghi. E per ragione di ciò adduciamo la stessa gravità dell’acqua, con la quale, naturalmente e più velocemente sottentrando al mobile leggieri, ancora più impetuosamente lo innalza, e quello meno resiste e più tosto sormonta. Per contrario, l’acqua non aggravando tanto il corpo più grave di sé, e questo più resistendo, come denso,


[27] Qui è grand’equivocazione. La cera va per la giunta di un grano, quando è in mezo all’acqua: e l’ebano non va, quando è sopra; ma posto in mezo, va senza giunta veruna, anzi non si ritien se non per forza.

[28] La comparazion si fa giusto come voi domandate, perchè si paragona la falda e la palla nell’ascendere, e poi la falda con la palla nell’ascendere.

[29] ci contentiamo: e questi ascendono tutti egualmente.

[30] questo è vero, detto 10 volte dall’Autore, né punto contrario al suo intento.

Anzi non pur aiuta, ma è total cagione del loro ascendere, discacciandole; che per altro loro scenderebbono: ed alle cose che scendono, è solo d’impedimento e ritardanza.