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10 avvertimento.


forme grafiche strane s’incontrano numerosissime, e confusioni ed errori d’ogni maniera sono in ogni pagina, quanto a queste scritture vogliamo ben avvertire che credemmo nostro ufficio correggere soltanto quegli errori che ci parvero dei tipografi1 ma rispettammo, sebbene talora sarebbe stato facile emendare, quei più che a nostro giudizio sono da ascrivere agli autori2; perchè non era lecito togliere a tali partì malnati quel carattere per cui meritarono, anche sotto il rispetto della forma, sì fiere censure da Galileo; anzi il correggere troppo (come piacque a qualche moderno editore) sarebbe stato un far parere bugiarde le critiche del Nostro. Confessiamo altresì che non di rado siamo rimasti incerti so qualche sgorbio fosse dovuto al tipografo o all’ignorante contradittore di Galileo; e non vogliamo guarentire nè d’aver sempre corretto dove era opportuno correggere, nè d’aver sempre conservato ciò che si sarebbe dovuto conservare. Una cura poi della quale non mancammo verso questi opuscoli, fu di renderli un po’ meno illeggibili mediante una razionale punteggiatura: e se mai qualche lettore prenderà a confrontare la presente edizione con le originali, riconoscerà quale improba fatica fu la nostra, per cui que’ corpi deformi, senza aver mutato natura, sono resi tuttavia quasi irriconoscibili3.

  1. Per es., nell’Operetta del Coresio abbiamo corretto a pag. 207, lin. 27, proporzione in proposizione; pag. 221, lin. 10, falsa in falso; pag. 222, lin. 22, del moto in nel moto; pag. 224, lin. 17, posando in posano; pag. 238, lin. 7-8, è ’l sostenere in e ’l sostenere; e alla medesima pagina, lin. 10 (e perciò anche a pag. 281, lin. 2, dove il Castelli cita questo luogo del Coresio), quelli in quelle, nel qual passo sarebbe stato necessario correggere anche di più: ma chi ci assicurava che la colpa non fosse dell’Autore? Alcune volte la correzione ci fu suggerita dal confronto coi testi galileiani citati dal Coresio: e così abbiamo aggiunto sì che quello che, in questo caso, discende e vien locato nell'acqwua; come pure a pag. 231 abbiamo aggiunto la intera lin. 2. Ancora più numerose sono le correzioni da noi introdotte nelle Considerazioni del Grazia: per es., pag. 379, lin. 11, e pag. 397, lin. 32, anche corretto in a che; pag. 381, lin. 40, aggiunto nell’acqwua; pag. 382, lin. 13, erreremo; corretto in erreremmo; pag. 384, lin. 26, le corretto in si: pag. 389, lin. 14, scrive corretto in serve; pag. 395, lin. 24, feriva corretto in ferirà, e, lin. 26, a quel vento in a quel del vento; pag. 398, lin. 22, dell’ corretto in dall’; pag. 399, lin. 12, esperienzza corretto (col confronto di pag. 88, lin. 1) in ampiezza; pag. 401, lin. 33, varietà corretto in vanità; pag. 405, lin. 16, costipandolo corretto in costipandola; pag. 406, lin. 14, procureremo corretto in proveremo, e, lin. 25, dalla palla in della palla; pag. 427, lin. 34, dell’acqwua corretto (col confronto di lin. 25 e di pag. 117, lin. 27, dove la stampa originale ha d’un medesimo, ma l’Errata Corrige emenda per un medesimo) in per l'’acqwua, ecc.
  2. Per citare qualcuno tra i moltissimi casi, rispettammo certa strana omissione, frequente nelle Considerazioni del Grazia (per es. a pag. 407, lin. 11 e a pag. 122, lin. 22), del secondo non nella locuzione non solo non... ma, sebbene turbi gravissimamente il senso. A pag. 423, lin. 12, e a pag. 429, lin. 33, fu conservato quinto della Fisica, sebbene si sarebbe dovuto correggere quarto (cfr. pag. 126, lin. 7). A pag. 429, lin. 24-27, e lin. 30, manca evidentemente qualche cosa; ma non abbiam voluto toccare quelle deformità, chè altrimenti non avrebbe più avuto senso la censura di Galileo a pag. 787, lin. 25-30.
  3. Riguardo alle Considerazioni del Grazia dobbiamo anche avvertire che in alcuni esemplari della edizione originale, per es. in quello posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Firenze e segnato III. 2. 409, alle pag. 15-16 e 51-52 (rispondenti, le prime alle pag. 385, lin. 2 — pag. 386, lin. 23, e le seconde alle pag. 412, lin. 25 — pag. 414, lin. 5 della nostra ristampa) furono sostituiti due di quelli che tipograficamente si chiamano carticini, incollandoli con le pagine con cui formano un quarto di foglio; evidentemente perchè l’Autore stesso volle ritirare e ristampare quelle pagine. In qualche altro esemplare invece, per es. in quello segnato 8.5.4.21, pure della Nazionale di Firenze, tale sostituzione non fu eseguita. Quanto alle pag. 15-16, gli uni e gli altri esemplari non presentano differenza veruna: al contrario0, il carticino sostituito alle pag. 51-52 offre parecchie diversità.