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Pagina:Le opere di Galileo Galilei III.djvu/416


avvertimento. 411

zioni strettamente necessarie, intercalare per successione cronologica le tavole dei medii movimenti, quelle della prostaferesi, i giovilabii, le determinazioni delle successive radici e le correzioni successivamente apportate ai medii movimenti con i relativi fondamenti di calcolo; inoltre tutte le notizie staccate che qua e là su tali argomenti sono offerte dai manoscritti, di ciascuna indicando il significato ed il risultato delle successive comparazioni dei calcoli con le osservazioni; non trascurando di spigolare quelle poche notizie supplementari che risultano principalmente dal Carteggio, e che possono servire a rischiarare questa istoria degli studi successivi attraverso i quali, in siffatte investigazioni, è passata la mente di Galileo.

Avrebbero potuto venire in fine le effemeridi disposte in forma di tabelle, collocando in una sola linea gli elementi di calcolo d’un giorno, cioè l’epoca, le respettive radici, le tavole adoperate per i medii movimenti, il giovilabio usato, le distanze angolari dei satelliti dall’apogeo, quali risultano dal calcolo, le distanze apparenti lineari di ciascun satellite a destra o a sinistra di Giove, con la indicazione del codice e della carta dove quel calcolo si trova, omettendo la configurazione propriamente detta, che il lettore può costruire da sé con i precedenti elementi, e tenendo conto dei casi nei quali il calcolo è stato comparato con una osservazione e delle eventuali note relative. Così la immensa farragine delle effemeridi avrebbe potuto ridursi in forma compendiosa contenente un estratto di tutto quello che danno i manoscritti, ma ordinato in modo chiaro e di facile uso.

L’esecuzione di questo disegno, al quale avevamo incominciato dal dare la preferenza, e che forse avremmo portato ad effetto se, per ragioni indipendenti dalla sua ottima volontà, non ci fosse venuto meno l’aiuto dell’illustre astronomo il cui nome si legge in fronte ai nostri volumi, fu tuttavia da noi abbandonata in seguito ad altre riflessioni che si connettono strettissimamente col carattere generale e, quasi diremmo, con l’istituto stesso di questa Edizione Nazionale.

Nessuna infatti delle opere e delle scritture da noi riprodotte è stata oggetto di elaborazione o di commenti: alla critica del testo abbiamo sempre limitate le note appiè di pagina; e gli avvertimenti premessi ad ogni singola scrittura, o a corpi di scritture, si mantennero scrupolosamente entro i confini di semplici introduzioni storiche e bibliografiche e di particolareggiate informazioni intorno alle fonti ed ai criteri con cui queste furono adoperate; e ciò, perchè di proposito, e conforme al mandato ricevuto, ci siamo astenuti da qualsiasi illustrazione d’ordine scientifico, per quanto l’avervi dovuto rinunziare abbia in alcuni casi reso maggiormente difiicile il compito nostro; persuasi, del resto, che l’avere eliminato qualsiasi nostra ingerenza di carattere subiettivo abbia giovato a mantenere quel carattere impersonale, che impedirà al nostro lavoro di invecchiare rapidamente.

Né da tali criteri abbiamo creduto di doverci discostare nel dare alla luce tutto ciò che concerne i lavori di Galileo intorno ai Pianeti Medicei, nella pub-