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avvertimento. 409

bilità originali, e riportate poi nel diario, che vanno dal 15 al 25 gennaio 1611, abbiamo rinvenuto sul rovescio d’una lettera.

     3.° Serie di osservazioni, effemeridi e calcoli misti insieme, che hanno per iscopo d’investigare gli elementi dei movimenti, la quale va dal 17 marzo 1611 al 19 novembre 1619, con interpolazioni riferentisi ad osservazioni anche anteriori. Le osservazioni dal 24 febbraio 1613 al 19 novembre 1619 si trovano soltanto sparse in questa serie, e d’esse non vi ha diario regolare, perchè sembrerebbe che Galileo le facesse soltanto per verificare le predizioni ottenute da effemeridi e calcoli previamente eseguiti.

     4.° Note diverse, per lo più relative a correzioni degli elementi desunti da comparazioni d’osservazioni, senza riguardo all’ordine cronologico, sparse in varii luoghi.

     5.° Tavole dei medii movimenti.

     6.° Figure di Giovilabii e della Prostaferesi.

Tutti questi materiali, sulle cui sorti corsero tante dicerie, facevano parte dei Manoscritti Galileiani, che finirono col pervenire in proprietà del Granduca Ferdinando III di Toscana, ed ebbero da lui stesso un primo ordinamento, proseguito e compiuto poi sotto l’alta direzione del suo successore Leopoldo II; secondo il quale ordinamento furono distribuiti in quattro tomi della cosiddetta Collezione Galileiana, oggidì nella Biblioteca Nazionale di Firenze, e precisamente nei Tomi III, IV, e V della Parte III, e Tomo VI della Parte IV, dei Manoscritti di Galileo propriamente detti. Per essere esatti, dobbiamo però aggiungere che altri materiali, concernenti essi pure le Medicee, trovansi sparsi in altri codici della Collezione Galileiana: così p. e. le osservazioni originali dei 26, 27, 28 e 29 maggio 1613 abbiamo rinvenuto sul rovescio d’una lettera indirizzata a Galileo da Filippo Calippi1; uno schema di prostaferesi è nel Tomo II della Parte III; e in questa medesima Parte il volume 2° del Tomo VII contiene un carteggio importantissimo relativo alle Medicee, nel quale si trovano principalmente tutte le osservazioni che a Galileo venivano comunicate da D. Benedetto Castelli2 -; ma nemmeno queste vennero raccolte tutte insieme, che altre ne rimasero disseminate in altri tomi3 ed altre osservazioni ancora, comunicate da altri, si trovano sparse nel Carteggio4.

L’idea assolutamente incompleta, e sotto certi rispetti anche inesatta, che del contenuto dei suaccennati codici somministrano le descrizioni ad essi preposte, il

  1. Cfr. Vol. XI, pag 512. — Alcune configurazioni, esso pure autografe di Galileo, ma prive di data, trovatisi nei Mss. Galileiani anche a car. 97t del Tomo VI e a car. 75t, 252t e 260t del Tomo VII della Parte I; a car 73bt. del Tomo X della Parte III; e a car 38t., 49t. del Tomo X della Parte VI.
  2. Cfr. Vol. XI, pag. 279; Vol. XII. pag 24, 30-31, 37, 50, 69, 126, 131-132, 134, 135, 179, 182-183.
  3. Cfr. Vol. XI, pag. 456, 478, 604; Vol. XII, pag. 116, 123, 159. 318.
  4. Vol. X, pag. 435, nel Vol. XI la tavola annessa al n.° 548, e Vol. XII, pag. 64.