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contro il moto della terra. 279


grave, stia fuor del centro del Mondo in mezzo agli altri elementi sospesa, onde possa dal primo mobile portata, o altro che sia, girare intorno al Sole1.

Sono più, di gran lunga, gli effetti che noi conosciamo, che di quelli le cagioni, e quelle poche da noi mal conosciute; e perciò stimiamo convenevole e congrua alcuna cosa e cagion d’essa, quando, conosciuto l’effetto, sopra di quello andiamo filosofando la cagione e l’ordine e tutte l’altre circonstanze. Ora, chi suppone per vero che la Terra sia fuori del centro del Mondo, e ne filosofa la cagione, minore fatica, senza fallo veruno, avrà a filosofare, che meglio ordine sia l’averla situata quivi la Natura, che nel centro del Mondo, non vi essendo per provare il contrario necessità veruna che ne spinga a crederlo, ma sì a negarlo. Reggasi per tanto la Terra nel mezzo degli altri elementi e dell’orbe magno, cioè nel concavo del Cielo della Luna, fuora del centro del Mondo, luogo de’corpi gravi: perchè è tra il Cielo ed essa Terra una virtù e simpatia attraente, che per ogni parte egualmente avendo la medesima efficacia di attrarre, è necessario che, non potendo muoversi essa Terra più verso una parte che verso l’altra, per essere la forza uguale per causa del circolo, egualmente, per quanto importa al moto retto, e solamente si muova al moto dell’Universo, e, per dir così, del vaso in cui ella è situata; e ancora si muove in giro circa sè stessa del moto intrinseco, non sendo da cotal movimento impedita essa virtù attraente. Vedesi chiaramente poter esser questo, con l’essempio della calamita e del ferro, la cui virtù, benché non ancor conosciuta la cagione, simili effetti produce; come sappiamo che raccontano le storie dell’arca di Maometto, che è librata nel mezzo della Meschita sua, sostenuta non da altro che dalla calamita di cui sono fatte le mura, e ’l palco et il pavimento, e l’arca è di ferro: favola certamente sarebbe stimata da chi non avesse veduto con i proprii occhi il valore della calamita, non si trovando ragione di quest’effetto, che per ancora quieti l’ingegni pellegrini; e pure è vero un cotale effetto, ma la cagione occulta. Che si dirà egli delle cose adunque, che sono al nostro senso molto più lontane e alla ragione altresì? Basti perciò avere mostrato, che coloro che tengono che la Terra sia fuori del centro, dato che ella sia grave, non mancano le ragioni verisimili per le quali cotale effetto si persuada senza inconvenienti.

Signori filosofi, voi non avete per lungo studio apparato giammai ch’il Cielo e la Terra abbiano cotal consenso fra di loro, qual è quel della calamita e del ferro, come per lor grazia vi fanno sapere questi difensori della machina Copernica, acciò ella non rovini. Che ne dite? 0 andate ad impacciarvi con costoro:

Le parole «produce; come sappiamo che» cancellate nella riga successiva del manoscritto dove si trovano fuori di posto, sono restituite qui di mano di Galileo.
  1. e pur si pone il primo motore essere immobile!