Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/294


CONSIDERATIONE ASTRONOMICA


CIRCA LA STELLA NOVA DELL'ANNO 1604.




Mentre io dubioso andavo pensando se a me convenisse scrivere qualche cosa di questa portentosa & non più osservata ascititia Stella, che nel mese d’Ottobre dell’anno 1604 apparse; mi s’appresentavano molte ragioni, chi mi persuadevano a farlo, per che havendo sostenuto tante fatiche, vigilie & in commodi si del corpo come della mente per diligentemente osservarla, & conoscere il suo vero loco, & natura, havendo ancora fatte non poche spese in fabricare instromenti per tale operatione; mi parea cosa conveniente ancora mostrare alli amici & altri che consapevoli erano delle mie fatiche, che non erano state getate al vento, ma mi haveano arrecata & contentezza & utilità, havendomi confirmato in quella opinione, che molte volte in altri legendo solevo amirare. Ma dall’altra parte mi atteriva il vedere si acerba contraditione tra li Philosophi naturali, & mathematici: volendo questi, che la maggior parte delle comete, et tutte le simili Stelle si generino nel Cielo si stellato, come delli altri pianetti, & quelli negando al Cielo ogni alterazione persistono nella loro opinione, che si generino nella parte ellementare; credendo fare grave scorno ad Aristotele se contra la sua opinione alcuna cosa admettessero, come più non convenisse ad un Philosopho naturale l’investigare le cause delle cose, che il diffendere l’opinione del suo maestro, & massime in cosa già confirmata due volte & diligentemente osservata. Mentre dico ero di questo fra me dubioso, havendo veduto che l’Eccellentissimo Sig. Galileo, nelle sue dotte lettioni, che di questa Stella alli giorni passati publicamente fece, non havea voluto apertamente dechiararsi circa il tempo dell’apparitione di questa Stella, nè circa il loco qual sotto il Zodiaco possiede, ma così confusamente disse che si ritrovava in circa 18 gradi di sagittario con quasi doi gradi di latitudine boreale; mi diede alquanto d’animo sperando io di potere più scrupulosamente, doppo la consumatione di questa ascititia Stella dechiarare quello, che in generale (non so per che causa) era stato proposto. Quel poco d’animo poi si fece