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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/794


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Fatima sino alla stanza del padre, che trovavasi immerso in profondo sonno. La vecchia cercò l’anello, ed allorchè l’ebbe trovato, voleva ritirarsi; ma il principino la trafisse, prima che fosse fuor della camera. Destossi Maruf, ed al chiaror della lampada si avvide della moglie immersa nel sangue, e di suo figlio, che le stava accanto colla sciabola in pugno. — Che mai facesti, figlio mio?» gli disse. — Non vi aveva spesso detto,» rispos’egli, «che cercava alla mia sciabola una testa che meritasse d’essere tagliata? Vedete; ne ho fatto il saggio.» Raccontò poi al padre l’accaduto, e Maruf lo colmò di lodi per sì bella azione.

«Poco dopo, avendo il re fatto venire alla corte il fellah che lo aveva sì ben accolto nel campo dove trovò il tesoro di Scedad, lo nominò suo visir e ne sposò la figlia, colla quale visse felicissimo sino al momento che inesorabil morte, che nessuno risparmia, venne a metter fine alla sua felicità.»


CONCLUSIONE


DELLE MILLE ED UNA NOTTI.


Quando Scheherazade ebbe finito di tal guisa la sua storia, non avendo voglia di cominciarne un’altra, si gettò ai piedi del sultano delle Indie, e gli disse:

— Re del mondo, potente monarca di questo secolo! la tua schiava t’ha raccontato per mille ed una notti novelle piacevoli e divertenti, e storie e racconti in prosa e in versi. Non basta ciò, e persisti pur sempre nell’antica tua risoluzione? — Basta,» disse il sultano delle Indie; «le si tagli la testa, poichè l’ultime sue storie specialmente mi cagionarono una noia mortale.» Allora Scheherazade fatto un segno alla nutrice, entrò questa, con tre figli de’ quali il sultano l’aveva nel frattempo resa madre; e presentando quei bambini al sultano, e di nuovo gettando a’ suoi piedi: