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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/788


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essermi in questa contingenza condotta in modo conforme ai miei sentimenti; poichè ricco o povero, non mi sareste stato meno caro, ed io non vi amo se non per voi medesimo, e non per le vostre ricchezze. —

«Maruf, allontanatosi, entrò in un gabinetto dove fece comparire il genio, chiedendogli un abito magnifico per la sua sposa ed una collana di quaranta perle grosse come uova, cento vesti magnifiche, da distribuire alle prime ancelle della principessa. Il re intanto non sapeva cosa pensare di tutto ciò che vedeva, e consultò il suo visir, stimando che questi potesse dargli qualche schiarimento. — È evidente,» disse il visir, «ch’ei non è un mercatante poichè dove troverebbe tesori che superano quelli del re? Checchè ne sia, sire, le sue ricchezze, la sua potenza possono per noi diventar pericolose. Se mi fosse lecito darvi consigli, impegnerei vostra maestà ad assicurarsi, in circostanze favorevoli, della sua persona. — Ma come? — Invitatelo ad un convito, e fatelo bere sinchè perda la ragione; allora sarà in poter vostro. — Avete ragione, visir, penserò a seguire il consiglio.—

«Allorchè il re recossi nel giorno dopo al divano, vi ginnsero tutti i palafrenieri della corte per annunziare che le settecento mule ed i trecento cavalli della caravana erano tutti spariti insieme ai mamelucchi che li accompagnavano. Si andò a narrar la cosa a Maruf, il quale: — Andatevene,» rispose in collera, e poco m’importa che quelle mule e quegli schiavi siano qui, o altrove. Ne ho degli altri. —

«Intanto il re fece invitare il genero ad una partita di piacere in giardino; accettato da Maruf l’invito, recaronsi per tempo nel padiglione, dove piacevolmente conversarono sino all’ora di pranzo. Il re si occupò a far bere Maruf all’eccesso, e quando fu compiutamente ebbro, gli disse: — Più penso ai vostri tesori, e più mi riesce impossibile comprendere dove possiate prendere tante gioie. Non ho mai veduto mercante che vi somigli; avete una comitiva da re, e fareste bene a palesarmi il mistero della vostra nascita e del vostro grado, affinchè vi renda tutti gli onori