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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/786


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na di gemme. Il genio discese, e baciata dinanzi a Maruf la terra, gli disse: — Padrone, i tuoi ordini sono eseguiti. In questa lettiga trovasi un bogià formato delle più rare stoffe. Potete salirvi se volete, e darmi nuovi ordini — Bramo,» disse Maruf, «che prendendo forma umana, tu corra a portare questa lettera al re di Sohatan.» Il genio prese il foglio, e lo portò al re, precisamente nell’istante in cui il principe diceva al ministro: — Visir, mi trovo in grande imbarazzo a cagione di mio genero: temo non sia caduto in mano di Beduini che abbiano saccheggiata la sua carovana. Se sapessi almeno cos’è stato di lui... — Possa Iddio dissipare il vostro errore!» disse il visir. «Pei giorni sacri di vostra maestà, quest'uomo fuggì per timore di essere scoperto, non essendo egli altro che un avventuriere ed un furbo.» In tale istante il genio, trasformato in corriere, entrò e baciò la terra. — D’onde vieni?» chiese il re. - Da parte di vostro genero, o sire,» il genio rispose; «ei si avvicina alla testa della sua grande caravana, e mi ha spedito innanzi con questa lettera per annunziarvi il suo arrivo. — Dio maledica la tua barba, visir!» sclamò il re; «finalmente, traditore, sei per essere convinto della grandezza di mio genero!» Il visir gli si gettò alle ginocchia senza rispondere sillaba..

«Il re fece illuminare la città, e recossi nel serraglio per annunziare alla figliuola la felice notizia. È impossibile dipingere il di lei stupore, non sapendo ella se il marito si beffasse del re, oppure se avesse voluto beffarsi di lei medesima. Ma niuno rimase più stupito di tale notizia del mercante Alì, del Cairo, il quale presentando da principio il suo amico agli altri mercanti della città, gli aveva procurato quel gran credito. Credette che fosse un’astuzia con cui la principessa volesse imporre al re per salvare lo sposo, e fece fra sè voti per la felicità dell’amico, mentre gli altri mercatanti tutti si rallegravano nella speranza della prossima ricuperazione del loro denaro.

«In quel mentre, Maruf, vestito dei magnifici