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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/723


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virtuose; ma pagherai col sangue la tua audacia.» Credette Ibrahim di toccare l’ora estrema; ma Gemileh, che aveva voluto soltanto spaventarlo, gettò l’armi, ed allora, scoppiando dalle risa, lo indusse ad imbarcarsi seco lei in una nave, già pronta a far vela, ed in pochi giorni giunsero vicino a Bagdad, dove incontrarono un altro battello che discendeva il Tigri. Salutaronsi i marinai reciprocamente; fu domandato a chi quel battello appartenesse, e si rispose ch’era di Es-Sandelani, il pittore. Impallidì Gemileh all’udire tal nome. — Siete riuscito nella vostra impresa?» chiese il pittore al principe, ed alla risposta affermativa di questi, ripigliò: — Recatevi in nome di Dio a Bagdad; per me vado a terminare alcuni affari a Basra. Intanto prendete alcuni di questi confetti; son buoni, e vi solleticheranno il palato. — Ibrahim,» disse Gemileh, «sai tu che quest’uomo è mio parente, che mi chiese in matrimonio ed io l’ho rifiutato? Egli va ora da mio padre per tradirci. — Eh!» riprese Ibrahim, e saremo ben lontani prima che giunga a Basra. Ma assaggia di questi confetti, che sono veramente buoni.» Ne mangiarono, ma contenendo oppio in gran dose, ne rimasero assopiti.

«Ripreso che ebbe Ibrahim l’uso de’ sensi, si trovò solo in mezzo ad un edifizio in rovina. — Ecco,» disse, e l’effetto dell’astuzia di Sandelani.» In pari tempo vide venir di lontano una pattuglia del luogotenente di polizia. Per nascondersi, fuggì in certi bagni abbandonati che trovavansi là presso. Oscurissimo era il sito, ed Ibrahim scivolò, entrando, su qualche cosa di fresco ed umido. Nel toccare, si accorse esser sangue quello che lo aveva fatto cadere, e trovossi sopra un cadavere. — Non v’ha forza e protezione che in Dio!» sclamò egli atterrito. Ed avvicinatosi al cadavere, vide ch’era il corpo d’una giovane,