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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/702


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Kwnm Siralh. Forse potrete vedervi od udirvi qualche cosa di nuovo. Non v’ha rimedio più potente contro la noia quanto vedere cosa che non si sia ancora veduta, udire cosa non ancora udita, o portare i passi dove non siasi mai recati. — Or bene, andiamo!» disse il califfo; e presi con sè il visir Giafar, suo fratello Fadl-il-Barmecida, il musico Ishak, il poeta Abu-Novas, il luogotenente di polizia Ahmed-ed-Deuf, l’ispettore della guardaroba Abudelf, Mesrur capo degli eunuchi, ed il gran giustiziere, travestiti tutti da mercatanti, imbarcaronsi in un battello e discesero pel Tigri. Giunti al sito designato da Giafar per quella gita, intesero una voce soave cantare versi melanconicissimi, ne’ quali respiravano i più teneri sentimenti. — Ah! che bella voce!» sclamò Aaron. — In verità,» soggiunse Ishak, «non ho mai nulla udito di più mirabile; e se non si gode che per metà una voce che si sente dietro una cortina, quanto deve perdere quella che si ode dietro le mura! — Andiamo, Giafar,» soggiunse Aaron, «bisogna procurar d’introdurci in quella casa.» Smontarono a terra vicino al luogo d’onde pareva uscir la voce, e ricevuti da un giovane di gentili maniere che loro fece ottima accoglienza, furono condotti in una sala decorata d’oro ed azzurro, in mezzo alla quale trovavasi una gran vasca. Intorno a questa vedevano cento giovani schiave, belle come la luna. Alzaronsi tutte alla voce del padrone, e questi, voltosi a Giafar, il cui esteriore risaltava su quello degli altri suoi compagni: — Io non so, miei signori,» disse, «chi tra voi sia l’ultimo od il primo; perciò abbiate la bontà di collocarvi secondo il vostro grado; il primo tra voi prenda il posto d’onore, e gli altri si accomodino di seguito; se permettete, si servirà da cena.» E tosto quattro schiavi, con abiti rimboccati, recarono più di cento piatti, tutti l’un dall’altro diversi per gusto e colore; carni arrostite d’ogni specie, pasticce-