Apri il menu principale

Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/687


273


giovane, ma veggo che avete letto i libri antichi. Mi avete tratto dall’errore e ricondotto sul retto sentiero. — Mio dovere è di parlarvi così; del resto son pronto a sagrificare per voi la vita, e pregherò del continuo il cielo che prolunghi i vostri giorni e colmi il vostro impero di prosperità. — Sarete in avvenire,» disse terminando il re, «mio fratello e mio figliuolo, e ripongo in voi tutta la mia fiducia. —

«Radunò poi tutti i governatori delle province ed i grandi della corte, tra’ quali scelse sette visiri secondo il consiglio del figliuolo di Scimas. — Voi siete miei ministri,» disse loro Vird-Khan; «ma sarete soggetti al figlio di Scimas, che elessi mio primo ministro.» Fece quindi sedere, secondo l’uso, i visiri e lor diede pellicce d’onore. Occuparonsi prima nell’organizzazione dell’esercito, e sostituirono bravi offiziali a quelli periti. Pensando poi ai più pressanti bisogni del popolo, ebbero in breve tutto ristabilito nell’ordine primiero — Ora,» disse quindi il re al figliuolo di Scimas ed agli altri visiri, «ora più non ci resta che a pensare alle donne, che furono la cagione di tutti questi mali. Di qual morte dobbiamo punirle?» Tutti dichiararono che si uniformerebbero al parere del giovane visir figliuolo di Scimas; questi consigliò di farle condurre nelle catacombe, dov’erano stati gettati i cadaveri dei visiri e degli ulema, e lasciarvele morire di fame. Il re seguì il consiglio, e le femmine furono seppellite vive in quelle tombe, d’onde esalava la corruzione. Tale storia si sparse in tutto l’universo, per servire d’esempio ai re che lasciansi governare dalle donne, ed alle donne che vogliono governare i re.»

La notte seguente, Scheherazade, con licenza del consorte, così cominciò un altro racconto: