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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/686


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volgono gli uomini più savi e li eccitano a far pazzie. Allontanatele, respingetene i consigli, e cercate di domare la violenta passione che v’hanno ispirato. Pensate che Iddio disse a Mosè, parlando della scelta d’un re: «Se date a’ vostri fratelli un re, non sia esso contornato da femmine; non abbia lor abbandonato il suo animo ed il cuore.» Pensate a Salomone; era il più saggio tra i re; Dio gli aveva conceduto tanta sapienza e virtù, che niuno poteva stargli a paragone, e le femmine l’hanno perduto e se hanno potuto soggiogare Salomone, qual re può sperare di salvarsi dalle lor mani, e non rimanerne schiavo? — Le ho già bandite dal mio cuore,» rispose Vird-Khan; «ma non basta: quella che cagionò tutti questi mali deve portarne il giusto castigo; sono le donne che m’indussero a togliere la vita a vostro padre. Oh! perchè non posso restituirgli l’esistenza! — Perdonate alla mia sincerità,» ripigliò il giovane visir; «la colpa non è delle sole donne. Son desse una derrata che porta sciagura a quelli che la comprano; la colpa è pur di coloro che non sanno farno a meno. Mio padre vi aveva già prevenuto contro di esse; guardatevi da una ricaduta. — Conosco il mio fallo,» rispose Vird-Kban. — Io non ho altro signore che Dio,» riprese il giovane visir. «Non abbiate più veruna relazione colle donne, e pensate che libera è la nostra volontà, e che siam colpevoli di tutto il male che commettiamo. — Avete ragione, ho agito con ignoranza ed ingiustizia. Che cosa devo fare per l’avvenire? — Spogliatevi,» il visir rispose, «del manto dell’errore ed indossate quello della saviezza; signoreggiate le vostre passioni, occupatevi negli affari dello stato, e meriterete l’amore de’ sudditi e la misericordia di Dio. — Il vostro discorso mi rassicura,» disse il re, «e mi sento la forza di seguire i vostri consigli: siete molto