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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/676


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ricevere tanta gente in una volta. Allora fate loro mozzare il capo cominciando dal visir Scimas, poichè egli è l’istigatore di tutte queste turbolenze. In tal modo ristabilirete la calma, e soffocherete per sempre nel popolo i germi della sedizione. — Hai ragione, mia diletta,» soggiunse il re, avvolgendosi la testa per meglio fingere il malato. Quindi, fatto chiamare Scimas:

«— Voi siete,» gli disse, «un servitore fedele, - che non mi avete mai dati se non salutari consigli. Mi preparava a dar udienza, allorchè fui improvvisamente assalito da un dolor di capo insopportabile. Fate le mie scuse al popolo ed ai visiri, e date loro la certezza che domani mi vedranno. —

«Baciò Scimas le mani al re, facendo mille voti per la sua salute; esposto al popolo lo stato del re ed i motivi che avevanlo impedito di uscire, pregò la moltitudine a ritirarsi tranquillamente. «Il re intanto fece venire dieci schiavi de’ più devoti, e richiesto con giuramento cieca obbedienza agli ordini suoi, lor dichiarò che voleva disfarsi dei capi della ribellione. — «Domattina,» disse, «i visiri ed i grandi dello stato entreranno ad uno ad uno in questo appartamento; subito entrati, troncate loro la testa e gettatene da parte i cadaveri.» Risposero quelli: — Abbiamo inteso ed obbediremo. —

«La domane, gli araldi annunziarono che il re era per dar udienza. I visiri ed i ciambellani si posero in ordine, ed il visir Scimas fu il primo ad entrare: ma fu sull’istante assassinato, e la medesima sorte subirono tutti gli altri. Trucidaronsi quindi quanti andavano distinti per talenti o per le cariche che coprivano, sinchè più non rimase che la moltitudine, la quale, perduti i capi, ritirossi in silenzio.

«Dopo tale esecuzione, il re s’immerse più che mai nei piaceri, e commise le più ingiuste vessazioni.