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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/666


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gnore e re. Possa Iddio spargere su di voi i tesori della sua misericordia!» Gli morì allora la voce sul labbro, e stringendo tra le braccia il figliuolo, rese l'estremo anelito. Si lavò il suo corpo e gli resero gli ultimi uffizi con tutta la pompa usitata in simili occasioni. Proclamato re, e vestito delle insegne della sua dignità, l'anello e la corona, salì il principe Vird-Khan sul trono.

«Camminò il giovane alcun tempo sulle orme de padre; ma presto le passioni impossessaronsi dell’animo suo, e gli fecero dimenticare i consigli paterni e tutti i principii di saviezza svolti così bene nel suo esame. Abbandonossi egli soprattutto ad un amore disordinato per le donne; appena udiva parlare d’una bella giovane, se la faceva immediatamente condurvi per isposarla. Per tal guisa in pochissimo tempo egli ebbe un serraglio più numeroso del re Salomone, e vi passava le notti ed i giorni. Stava i mesi intieri chiuso colà, senza menomamente occuparsi degli affari di stato, dei quali abbandonava tutto il pensiero a' visiri. Non rispondeva mai ai rapporti che gli si dirigevano, anzi neppur li leggeva.

«Tale condotta eccitò in breve il malcontento del popolo, il quale cominciava a mormorarne altamente. — È mestieri,» dicesasi, «rivolgerci al gran visir Scimas; egli forse troverà alcun modo di salvezza, poichè se il re continua a condurre simil vita, l’impero è minacciato d’inevitabile ruina... Saggio visir,» gli dissero pertanto i malcontenti, «il nostro re ha dimencato i nobili sentimenti della sua gioventù per abbandonarsi ad un amore sfrenato delle donne, e siamo perduti s’ei non muta condotta. Stiamo mesi intieri senza vederlo, trascura tutti gli affari, ed imploriamo indarno la sua giustizia. Ricorriamo dunque alla vostra, e vi supplichiamo di rimediare a questo stato di cose; discorretene col re, e scongiuratelo a rientrare nel retto sentiero. —