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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/657


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riposo dopo molte tempeste. — Spiegatevi più chiaramente, interruppe Gilia; ed il visir continuò in questa guisa: — Un vento impetuoso trasportò un giorno in mare un ragno che riposava tranquillo nella sua tela, e l’onde il ributtarono sulla spiaggia. Si volse egli allora al vento, e gli fece i più amari rimproveri per averlo così trasportato.

«Se t’ho portato via, rispose il vento, non ti ho anche riportato sull’onde del mare? ti avrebbero esse ricondotto alla spiaggia, se io non ve le avessi sospinte?» Il ragno, pazientando, tacque ed aspettò tempi migliori. Ridottosi al lavoro, non ne fu più interrotto.... Così, gran re, voi cercaste inutilmente per lunga serie d’anni di avere un figlio, che vi viene finalmente concesso per la vostra pazienza e rassegnazione, il che vi assicura molta gloria e rinomanza. —

«Allorchè il settimo visir ebbe terminato il suo discorso, alzossi il re medesimo, e disse:

«— Lodi sempiterne al Dio clementissimo, misericordioso, creatore di tutte le cose! Egli accorda la forza ed il potere a colui tra’ suoi servi che proscelse per suo rappresentante sulla terra onde far osservare la sua legge ed i suoi precetti, mantenere la gloria e la felicità dei popoli. Avventurati quei re che governano secondo le sante sue leggi! e’ saranno l’oggetto dell’eterne sue ricompense. Ma guai a coloro che si ribellano contro il proprio sovrano, poichè la loro ribellione sarà punita in questo mondo e nell’altro. I nostri visiri hanno già espressa la gratitudine che dobbiamo verso la divinità per la nascita del principe che ne fu concesso. Io mi unisco ad essi perchè sono l’umile servitore del sovrano Signore; sta il mio cuore nelle sue mani, e la lingua mia si conduce conforme a’ suoi precetti. Prego il cielo di concedere a mio figlio i talenti e