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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/62


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sonno, Zahide lasciò scorgere ch’era donna; più Monna l’esamina, più se ne convince: crede appena a’ propri occhi, ma invano cercherebbe di dubitarne più oltre; un bellissimo seno semiscoperto n’è la menoma prova...

«La benda della sua passione cadde all’istante: i suoi desiderii si estinsero, e ritrovò la primiera innocenza. Il suo amor proprio, non più offeso dagli sprezzi sofferti, ricondusse la giustizia nel di lei cuore, rappresentandole il suo dovere in tutta l’estensione. Ella corse a svegliare la principessa onde parteciparle la scoperta.

«Questa, sempre occupata della passione concepita per Kemserai, accresciuta dalle prove cui la sua infelice situazione la riduceva, prove che il suo amore per quel principe le rendevano ancor più insopportabili, temendo di essere qualche giorno costretta a sposare alcuno degli stranieri che il canestro le portava di continuo, fu lieta del racconto di Mouna, e si determinò subito a sposare la straniera, la quale secondo ogni apparenza, non oserebbe mai scoprire un sesso cui aveva tanto interesse a nascondere: Questo progetto, conforme ai sentimenti del suo cuore, la liberava nel medesimo tempo dal genere di vita ch’erale divenuto insopportabile. Promise dunque a Mouna di darle la libertà e fare la sua fortuna, se non dichiarasse il sesso dello straniero, e si accontentasse di dire che la terza notte non aveva ancora soggiaciuto alla prova.

«Mouna obbedì, e quando ebbe fatta al re Badanazer ed al consiglio la dichiarazione conforme ai voleri della padrona: — Orsù,» disse il re, «vediamo uno sposo che aspettiamo già da tanto tempo; vediamo il più saggio e ragionevole degli uomini. —

«Tosto ordinò a due visiri di partire, facendosi seguire da tutti gli ufficiali della corona e della casa,