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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/610


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avesse. Il cadi era Sciuman, travestito in tal guisa, che percorreva la città con quaranta offiziali di giustizia, per saper nuove dell’amico. Scoperto il mercante di confetti, Hassan trovò Alì disteso per terra, e che non era ancora uscito dal suo sopore. Fattolo tornare in sè, Ahmed-al-Lakit confessò ogni cosa. — Benissimo,» disse Alì Argento-Vivo. «Ora va a dire a tua madre Delileh ed a tuo zio Kerib il pescatore, che porto a Zeineb per presente di nozze la veste di Kamaryeh e la testa dell’Ebreo. Aggiungi che domani domanderò la sua mano in forma nel divano. —

«La domane, Ali, accompagnato da Ahmed-ed-Deouf, da Hassan Sciuman e dai quaranta officiali di giustizia che portavano in un bacile la testa dell’Ebreo, recossi al divano e si gettò appiè del califfo. Il buon aspetto del giovane prevenne in suo favore il monarca, il quale domandò cosa significasse quell’orribile testa in un bacile d’oro. Gli narrò dunque Alì la sua storia, e quel racconto fu appoggiato dalla testimonianza di Kamaryeh, della figlia del Persiano e della sua schiava, venute al divano per far valere le loro pretese. Il califfo fu lieto che la città di Bagdad si trovasse liberata da sì pericoloso mago, e dimostratone ad Alì il suo contento, gli assegnò a residenza il palazzo dell’Ebreo, e per ispose le tre giovani che se lo contrastavano. Domandandogli poi se desiderasse qualche altra cosa, Aìi confessò che Zeineb era l’oggetto del primo suo amore; talchè il califfo comandò che colei divenisse sua quarta moglie, e fece fare i preparativi delle nozze. Inoltre lo sollevò alla carica d’intendente della polizia, collo stesso grado e lo stipendio di Ahmed-ed-Beouf ed Hassan Sciuman, e gli permise di prendere per ufficiali quaranta de’ suoi antichi compagni che fece venite dal Cairo. Nel nuovo suo impiego, meritossi Alì la fiducia del prin-