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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/583


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proprio alla disperazione, avendo sempre avuto in avversione ogni genere di pasticcerie. — Affè d’Àrabo, pensò il Beduino, «ecco una cosa che mi squadra, a me che non vado a Bagdad e bramo mangiare focacce al miele; potrei saziarmene, se potessi prendere il luogo di questa donna.» Le chiese quindi se glielo volesse cedere. - Perchè no?» rispos’ella; «cambiamo d’abiti, e la cosa camminerà il meglio del mondo; chè, per fortuna, il mio volto è poco noto al luogotenente di polizia.» Il Beduino, cavatosi il burnus, slegò Delileh, si trasse gli abiti e si fece legare al palo, mentre la vecchia, vestitasi con quelli del Beduino, slanciossi sul suo cavallo, e corse a casa di galoppo.

«Frattanto la guardia appostata presso al palo, ch’erasi allontanata un istante nel mentre aveva avuto luogo il cambio degli abiti, tornando, chiamò Delileh per nome. — C’è ancor tempo prima che faccia giorno,» disse il Beduino; «se volete intanto portarmi le focacce col miele, mi farete piacere.» Si avvide subito la guardia esser quello un nuovo giuoco della vecchia, che aveva trovato il modo di evadersi. La mattina, il luogotenente di polizia venne insieme a tutti i gabbati da Delileh, per farle subire il meritato gastigo, — Ah!» sclamò il Beduino, «ecco infine le focacce col miele!» Il luogotenente pensò sprofondare scorgendo colui invece della vecchia, e fattasi narrare la cosa, l’Arabo divenne furioso non solo di non avere una sola focaccia, ma ben anco per la perdita del cavallo. — Tocca a voi,» disse al vati, «a restituirmi il cavallo e gli abiti. — Tocca a voi,» gridarono tutti gli altri, «a voi solo di restituirci tutto ciò che questa furbaccia ne ha rubato: era nelle mani della polizia, ed è fuggita per vostra colpa. Ora andiamo al divano a chiedere giustizia.» Il luogotenente vi si recò anch’egli, se-