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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/57


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«La regina aveva giurato eterna fedeltà allo sposo, ed il re dei geni non potè mai ottenerne fuorchè segni di riconoscenza per le offerte di servigi che sempre le faceva, e per tutte le attenzioni, di cui, in qualche modo, la colmava ogni momento.

«La sola gratitudine è uno sprezzo per un amante: l’amore di quel re formidabile si convertì in furore. Cercò lunga pezza che cosa poteva fare per vendicarsi dell’indifferenza della regina, e risolse di punirla in modo che le fosse sensibile, senza però parer personale.

«Quella saggia principessa, piena dei migliori sentimenti, aveva posta ogni cura ad infondere nella principessa Zoloch tutte le virtù da lei medesima praticate; ed il genio, non potendo toglierne i principii e le prime impressioni, risolse di privarla almeno delle apparenze, affliggendo così una tenera e virtuosa madre.

«Per effettuare il suo disegno, il re dei geni fece sapere ai membri del consiglio, che non bisognava mai acconsentire alla divisione del regno di Medhochan, cui la regina Gulsum sarebbe necessariamente costretta pel matrimonio della principessa Zoloch. — Ma siccome,» aggiuns’egli, «non è sana politica il troncare a un tratto i privilegi e gli usi d’un paese, bisogna attaccare una sì grave difficoltà, e tante apparenze opposte all’idea che si ha della condotta di una principessa da marito, che giammai Zoloch non possa trovare alcuno che voglia sposarla, e se, per caso, facesse un matrimonio ineguale, il consiglio allora sarebbe in diritto di negarle la metà del regno. —

«Però, riflettendo non esser giusto che una giovine principessa, la quale non era colpevole d’alcun delitto, dovesse vivere nella tristezza, aggiunse di aver trovato un mezzo di rimediare ad ogni inconveniente. Il consiglio lo ringraziò delle sue buone in-