Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/554


144


ed ordinò di fare i preparativi delle nozze. Tremila buoi, duemila castrati, cinquemila polli, cinquecento camelli ed altrettanti cavalli furono uccisi per ammannire vivande d’ogni specie, affinchè ciascuno trovasse qualche cosa conforme al proprio gusto. Finalmente regnò in quella circostanza una prodigalità ed abbondanza di cui non erasi mai sin allora veduto l’esempio. Quaranta giorni dopo giunsero vascelli carichi di donativi mandati dal re dell’Indie. Gharib, distribuite tali ricchezze, elesse lo zio a vicerè di Kufah, e suo fratello Sehmalleil vicerè di Babilonia.

«Passati alcuni giorni in questa città, Gharib si trasferì al castello del gigante della montagna, d’onde spedì i due geni ad Isfahan per riferirgli nuove del re Scebur e della sua figliuola. Obbedirono i geni, e volavano nell’aere, allorchè si avvidero d’un numeroso esercito in marcia, e presto conobbero ch’erano Persiani sotto gli ordini di Rustem, i quali avanzavansi per isterminare Gharib ed il popolo. Tornarono i geni ad annunziargli tale notizia, lo risvegliarono poichè già dormiva, e gli dissero quanto avevano veduto. — Va bene,» rispose Gharib; «trasportatemi all’istante nella tenda di Rustem; voglio sedere sul trono ed intertenermi con lui, mentre voi starete al suo capezzale sotto la vera vostra forma e colla sciabola in pugno. —

«Quell’ordine fu eseguito. Allorchè Rustem si destò, soffregossi gli occhi. — È questo un sogno?» disse; « dove sono? — Sei,» risposero i geni, «davanti a sua maestà il re Gharib; ma tu chi sei, e che vieni a far qui? Ora tocca a te a rispondere. — È sogno o son desto?» ripetè di nuovo Rustem. — Prendi, ecco qui qualche cosa che ti comproverà che tu non dormi,» dissero i geni dandogli alcune piattonate. Scoprendo la figura di que’ due geni, Rustem rimase mezzo morto di paura; ed essi, pigliatolo, gli