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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/54


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valgono essi un bacio che nulla t’impedisce di darmi, una carezza che potresti farmi, una tenerezza che dovresti attestarmi? Perchè mai diminuire l’obbligo che mi puoi avere? Ma tu sei un ingrato! Parla: posso io dimostrarti maggior amore? Debbo io espormi a maggiori perigli, per raddolcire la freddezza e la ingratitudine del tuo cuore?

«— Nulla può eguagliare la mia gratitudine» rispose Zahide; «ma tu vedi bene che, volendo essere istruito, non mi esporrò ad una precipitata partenza; perciò non posso ancora corrispondere al tuo amore senza essere informato del segreto del canestro, della principessa e del giardino: così ho risoluto, e sarà. Credimi adunque, passiamo questa notte come ieri. —

«Benchè tal proposizione fosse affliggente per la tenera schiava, l’aria risoluta di Zahide le fece palese che sognava acconsentirvi, ed il tempo destinato ai piaceri passò ancora per lei in lagrime, sospiri e singhiozzi; ma quando sorse il giorno, Zahide, per indurla a trascurar nulla sugli schiarimenti che doveva prendere, la chiamò per darle un bacio d’amicizia, cui non si aspettava, e che pose il colmo ai suoi voti.

«Zahide passò il giorno con maggior inquietudine della vigilia; sentiva che, malgrado tutte le sue cure, essa non poteva evitare che il canestro non la riconducesse all’indomani a Medhochan, o che l’inganno non fosse riconosciuto. L’uno e l’altro di questi avvenimenti l’affliggevano parimente, ponendola nella necessità di allontanarsi senza aver nulla scoperto per consolare il fratello. Tutto ciò che potè fare fu di abbandonarsi ai fortunati casi che potevano sopraggiungere.

«Infine calò la notte, e la principessa giunse nel giardino con tutta la corte, ancor più turbata ed in-