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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/50


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con infinita dolcezza, «io non posso ancora risolvermi ad abbandonarti; confessa alle tue compagne che sono invaghito alla follia della regina; la tua vanità ne soffrirà meno. Però ti prometto di renderti affetto per affetto, se vuoi prestarmi un importante servigio.

«— Che cosa non farei per meritare i tuoi favori?» disse Mouna con tenerezza mista a lagrime.

«— Bisogna che tu cerchi di penetrare il mistero del canestro, e le ragioni dell’accoglienza che la principessa è costretta di fare a tutti quelli che qui conduce. Ciò ch’io vidi, il poco che mi dicesti, il mistero che si osserva nel render conto al re in presenza del suo consiglio, tutto mi sembra nascondere cose strane. Tu mi saprai dire domani ciò che avrai scoperto, e ti prometto di non iscegliere altra schiava; così avremo il tempo di rivederci.

«— Se è un mezzo d’intenerirti per me, sta certo che farò ogni sforzo per tornar istruita. —

«Allora Zahide si ritirò per adagiarsi sur un angolo del sofà, e disse a Mouna di porsi all’altra estremità.

«— Come! non dormirò neppure a’ tuoi fianchi?» sclamò Mouna con accento di dolore.

«— No,» rispose Zahide,» le cose non possono essere altrimenti; bisogna appagare le mie brame. —

«Mouna fu costretta ad obbedire, ma passò tutta la notte in pianti e sospiri. Quando l’uccello dalle ali dorate apprestavasi ad uscire dal nido in tutta la sua bellezza, ella si tolse da quel luogo, non senza aver dato un bacio alla leggiadra Zahide, la quale durò fatica a sciogliersi da’ suoi amplessi.

«Mouna si allontanò a malincuore dall’oggetto della sua passione, e Zahide, trovandosi sola, si abbandonò a tutte le riflessioni che quanto vedeva ed il suo interesse pel fratello potevano somministrar-