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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/46


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«– Non disperarti, mia bella Mouna; forse potrò render giustizia a’ tuoi vezzi: ma, deh! lascia tralucere quelli del tuo spirito, capaci, quanto gli altri, di far impressione sui cuori. La principessa, bella com’è, non ha forse altrettanta vivacità ed attrattive.

«— Essa è impareggiabile,» rispose Mouna, raddoppiando le lagrime; «è un sole di perfezione. È vero che già da qualche tempo la sua letizia non ci sembra più quella di prima, e che lascia travedere molta ineguaglianza nel di lei umore: le sfuggono talvolta sospiri cui si sforza invano di trattenere: le sue cene sono più corte: giunge più tardi in giardino, e non pare occupata che dei mezzi di uscirne; in una parola, la dolcezza e giocondità, ch’eranle abituali, non ci animano più nei nostri sollazzi.

«— Ma da quanto tempo,» chiese Zahide, e hai tu notato tal cambiamento?

«— Da sei mesi circa,» rispose quella, «che uno straniero passò tre giorni con noi, ciò ch’era straordinario: giacchè spesso ci vengon tolti dopo la prima notte.

«Zahide la pregò di dipingerle lo straniero, e Mouna avendole fatto il ritratto del germano, essa raddoppiò le domande, e la schiava, benchè con impazienza, proseguì di tal guisa: — Quello straniero fece, secondo ogni apparenza, miglior compagnia alla principessa di tutti gli altri, giacchè le bontà ch’ella ebbe per lui furono grandi. Eppure aveva dormito colle mie compagne; talchè avrebbe dovuto partire nel medesimo giorno: ma la principessa, che sentiva al certo sommo piacere al vederlo, proibì alle schiave di palesare al re suo fratello ed al consiglio, che fosse rimasto qui due notti. Sarebbe stata una fortuna per lui se il terzo giorno avesse potuto moderare la fiamma che lo divorava per