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sul davanti, chiamasi la vena dell’immaginazione; l’altra in mezzo, la vena della memoria; e la terza, dietro la testa, la vena del giudizio. Di più, avvi nella lesta quarantotto ossa, sette nelle mascelle, due nel naso, e cinquantotto nelle mani. Trentadue denti ha l’uomo, sedici di sopra e sedici sotto; ventiquattro costole, dodici a ciascun lato. Le donne hanno una costa al lato destro più che al sinistro, all'uopo di avere l’estensione necessaria per racchiudere la prole che son destinate a portar in grembo. L’uomo ha di più sedici grandi vene, otto delle quali sono arterie. La sorgente di tutte le arterie e delle vene è la grossa vena del polso, che emana dal cuore, e d’onde il sangue si sparge in tutte le parti del corpo. Di là partono quattro vene che stendonsi verso gli occhi, quattro verso la fronte, quattro che traversano l’orecchie, quattro che vivificano le labbra; due perdonsi nel seno, due nella lingua; due altre conducono il sangue nelle reni; sette lo spargono nel collo, dieci nel dorso, nel basso ventre, e le altre su tutta la superficie del corpo. La lingua serve all’uomo d’interprete, gli occhi sono le sue faci, e le mani l’ali sue. Il fegato è la sede della pietà, la milza quella della gioia. Nelle reni abita l’astuzia, il ventre è il tesoro del corpo, ed il cuore n’è la colonna. Quando sta bene il cuore, sta pur bene tutto il resto del corpo. — Mi piacerebbe adesso udirvi parlare intorno a’ sintomi delle malattie. — Vi sono sintomi esterni ed interni, da’ quali l’abile medico conosce lo stato del male. La ruvidezza, la secchezza, il calore, al par de’ loro opposti, sono i sintomi ordinari delle malattie. Così, occhi piccoli annunziano pallore, ed il dorso arcuato è segno di polmonia. — Perfettamente risposto! E quali sono i sintomi interni? — Ponno dividersi in sei classi: la prima abbraccia i segni che si ricavano dalle azioni;