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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/275


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tano lo accolse colle distinzioni più lusinghiere, gli rimise le insegne della sua carica, il baldacchino di cerimonia, i suggelli ed il calamaio incastonato di gioielli. Lo condusse poi in una camera appartata, gli si gettò al collo, ed abbracciatolo, si compiacque di scongiurarlo a porre in oblio la lunga persecuzione della quale era rimasto vittima.»

L’alba sorgeva mentre la sultana chiudeva il labbro; là notte seguente, cominciò di tal guisa un nuovo racconto:

NOTTE DXCVIII

STORIA

DELLA DAMA DEL CAIRO E DE’ QUATTRO
SUOI CICISBEI.

Una giovane dama del Cairo, delle meglio educate e sagge, la quale non usciva di casa se non per affari importanti, tornando un giorno dal bagno, passò vicino al tribunale del cadì nel momento in cui finiva la sessione. Il magistrato la vide, e colpito dall’aria di nobiltà e dalle sue forme eleganti, esternolle teneramente e sotto voce il desiderio di ottenere da lei un istante di colloquio. Volendo la dama punirlo d’una condotta sì indecente, finse di cedere alle sue brame, e gli permise d’andar a trovarla a casa nella medesima sera. Appena sbarazzata dell’importuno cadì, la dama fu accostata da tre altri uomini, che tutti le fecero proposizioni consimili. Le accettò essa tutte, e diede ai tre innamorati ap-