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tuazione. Allettato il sultano, non volle più oltre differire la felicità de' due amanti, e mandò a chiamare un cadì che li sposò sul momento, inviando nel medesimo tempo un corriere per annunziare il fortunato avvenimento al sultano Sciamikh ed al suo visir, che amendue piangevano perdite che stimavano irreparabili. Il re Dara ritenne alla sua corte per qualche tempo i due sposi, e li rimandò poscia al loro paese, carichi di preziosi doni. Senza contrario evento giunsero al loro destino, e furono ricevuti colla più viva gioia dal sultano e dal suo visir, il quale, a forza d’attenzioni e di tenerezza, li compensò della severa condotta precedentemente tenuta. I due sposi felici in casa ed in favore presso al principe, godettero a lungo d’una beatitudine, cui rendeva ancora più dolce la memoria delle passate sciagure.»

Qui cessò Scheherazade, e permettendolo il consorte, si accinse, la notte seguente, ad un’altra narrazione.

NOTTE DXCV

AVVENTURE

DELLA BELLA HAIFA, FIGLIA DI MIRGYHANE,

SULTANO DI HIND, E DI GIOSEFFO,

FIGLIO DI SAHUL, SULTANO DI SIND.

— Mir Gyhane, sultano di Hind, non aveva figliuoli, e tanto più penosa eragli tal privazione, in quanto che la corona doveva alla sua morte, passare su capo straniero. Una sera che abbandonavasi